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Protagonisti

Longobardi: «Lavoriamo senza pensare alle elezioni»

Dal Presidente del CNDCEC l’invito a rimanere «concentrati sugli obiettivi», primo fra tutti il riconoscimento del ruolo dei commercialisti

/ Savino GALLO

Mercoledì, 23 dicembre 2015

A poche ore dall’approvazione della legge di stabilità 2016, passata definitivamente in Senato nel pomeriggio di ieri, Gerardo Longobardi, Presidente del CNDCEC, commenta alcune delle misure contenute nel provvedimento, che toccano da vicino l’attività dei commercialisti. Lo fa nel corso di una lunga chiacchierata con Eutekne.info, durante la quale si è parlato anche della politica di categoria che il Consiglio nazionale intende portare avanti nel suo ultimo anno di mandato, che si chiuderà con le elezioni in autunno.

Presidente, partiamo dalle novità sui termini di accertamento. La convincono?
“Sinceramente, non mi fa piacere sapere che il 99% dei contribuenti onesti debba avere una penalizzazione a causa di quell’1% che può essere soggetto a disciplina penale. I termini di decadenza sono un patrimonio acquisito e andrebbero rispettati. Si tratta di una sconfitta per chi rispetta le leggi e per chi crede nel rapporto leale con la giustizia e con il Fisco. Spero, dunque, che possa esserci un ripensamento, perché, così, quella norma non mi piace affatto”.

Altro provvedimento che tocca da vicino i commercialisti è quello con cui vengono introdotte delle sanzioni pecuniarie per chi non si è ancora dotato di POS.
“Io credo che, giustamente, il cliente debba avere la possibilità di pagare nel modo più ampio possibile. Però, se dobbiamo adempiere a tale obbligo, c’è bisogno che il sistema bancario, che non è composto solo da quelle 4 banche tossiche, ci venga in aiuto e ci permetta di avere il POS in maniera totalmente gratuita. Perché, alla fine, il beneficio non è dei commercialisti, ma dei contribuenti e delle banche”.

Con la manovra, si è intervenuto anche sulla definizione di autonoma organizzazione ai fini IRAP per i medici di base. Gli altri professionisti, invece, dovranno ancora aspettare.
“Sì ma, da questo punto di vista, sono molto fiducioso. Abbiamo un’interlocuzione costante con il Viceministro Casero, con cui ci rivedremo per analizzare non solo questo specifico aspetto ma, più generale, tutte le proposte che abbiamo avanzato non solo per la professione ma per l’intero Paese”.

A proposito di interlocuzione istituzionale, qual è il suo bilancio a fine 2015?
“Ad oggi, al netto dei due mesi di agosto (2014 e 2015, ndr), sono passati un anno e tre mesi dal nostro insediamento e credo di poter dire che abbiamo conquistato stima e credito presso le istituzioni e la società. Un obiettivo raggiunto non senza difficoltà e grazie al lavoro incredibile di tutti i Consiglieri, al quale va la mia gratitudine. Il 2015 è stato un anno importante, in cui abbiamo iniziato a raccogliere i frutti del lavoro iniziato a fine 2014, ma è chiaro che c’è ancora molto da fare. Innanzitutto, per fare sì che le best practices consolidate a livello centrale, in termini di rapporti con le istituzioni, vengano calate anche nelle periferie, dove c’è ancora qualche problema”.

Quello che si apre è sicuramente un anno particolare. È possibile che l’attività del Consiglio possa risentire dell’appuntamento elettorale?
“Io credo che, in questi mesi, abbiamo recuperato appieno il senso di appartenenza e l’entusiasmo di lavorare a beneficio dei colleghi, dei cittadini e del bene comune. Il mandato è ancora in corso e spero che il discorso elettorale arrivi il più tardi possibile. Bisogna guardare all’oggi più che al domani ed è questo l’invito che rivolgo a tutti i Consiglieri. Io ne sono fermamente convinto e lo dimostra il fatto che, negli ultimi 6 mesi, abbia fatto visita a soli 3 Ordini, a differenza del semestre precedente, in cui ne ho visitati 37. Uno furbo, interessato alle elezioni, avrebbe fatto il contrario, no?”

Quindi, è ancora presto per pensare ad una eventuale ricandidatura o a una riconferma della squadra attuale?
“Ripeto, oggi bisogna rimanere focalizzati sugli obiettivi che ci siamo posti e che sono tutti a portata di mano. Continuiamo come abbiamo cominciato e chiudiamo questo mandato con orgoglio. I rappresentanti nazionali della professione sono titolari di una vera e propria missione civile e la si può portare a termine solo evitando di pensare, in modo egoistico, al proprio tornaconto”.

Chiudiamo con un auspicio per il futuro. Cosa augura alla professione per il prossimo anno?
“Che gli adempimenti, soprattutto quelli di carattere fiscale, vengano razionalizzati in modo da diventare meno pressanti. Ma il 2016 sarà anche l’anno della riforma sulla crisi d’impresa, in cui i commercialisti giocheranno un ruolo centrale. In generale, quindi, l’auspicio è che si possano fare nuove esperienze e coltivare competenze diverse, da affiancare a quelle attuali. Dalle istituzioni, invece, ci aspettiamo un definitivo riconoscimento della nostra missione professionale, in parte già avvenuto, come dimostrano le nostre interlocuzioni costanti. Noi continueremo a lavorare per questo”.

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