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Protagonisti

La Cassa Ragionieri «riparte» con gli esperti contabili

Il Presidente Pagliuca: «Un grande risultato che ci permette di garantire la sostenibilità a 50 anni»

/ Savino GALLO

Venerdì, 8 gennaio 2016

“È stato il miglior Natale che la Cassa potesse sperare di avere”. Così Luigi Pagliuca, Presidente della Cassa di previdenza dei Ragionieri, commenta le festività appena trascorse, rese più “serene” dalla disposizione inserita nella legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) che “assegna” ufficialmente alla CNPR gli esperti contabili. Un provvedimento già al centro di un protocollo d’intesa, siglato nel febbraio 2014 tra i due enti previdenziali di categoria (CNPR e Cassa Dottori), che permette alla Cassa guidata da Pagliuca di risolvere il suo principale problema, la creazione di un nuovo flusso demografico in entrata.

Presidente, quanto è stata importante questa decisione?
“Un risultato fondamentale, che corona il lavoro che abbiamo portato avanti in questi 18 mesi. Siamo partiti con una reputazione non proprio tra le migliori e, in un anno e mezzo, siamo riusciti a recuperare andando anche a definire la questione degli esperti contabili. Un grande successo per il quale dobbiamo ringraziare anche il Consiglio nazionale, che ci è stato vicino, e la Cassa Dottori, con cui è stato fatto un grande lavoro di squadra”.

In termini pratici, cosa significa poter contare sull’iscrizione obbligatoria degli esperti contabili?
“Che riusciremo a garantire la sostenibilità della nostra Cassa. Ad oggi, gli iscritti alla sezione B dell’Albo sono circa 180 l’anno, in costante aumento. Ma anche solo con 150 soggetti l’anno (stima prudenziale, ndr), siamo in grado di garantire la sostenibilità a 50 anni, con un avanzo di gestione di circa 3 miliardi”.

Situazione che potrebbe migliorare esponenzialmente con l’aumento degli esperti contabili che, solo 3 anni fa, erano circa 80 l’anno.
“Questo è uno dei nostri principali obiettivi per il 2016. Per quanto in crescita, i numeri sono ancora piccoli e confidiamo che possano essere incrementati. Si tratta di una professione che non ha ancora sviluppato le proprie potenzialità e, probabilmente, non è abbastanza conosciuta né dai ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro né dai professionisti stessi”.

Altri propositi per il 2016?
“Risolto un problema, vanno affrontati gli altri. Uno dei principali rimane quello del recupero dei crediti vantati nei confronti degli iscritti che, su un patrimonio di 2,3 miliardi di euro, ammontano a circa 430 milioni. Una cifra molto rilevante che, però, non dovrebbe creare problemi. Perché la nostra Cassa non eroga la pensione se non sono stati corrisposti tutti i contributi. In tal caso, la somma da pagare viene trattenuta da quanto già versato. Detto ciò, sono somme importanti che potrebbero essere investite. Per questo, ci impegneremo a fondo per ridurre l’evasione contributiva (oggi intorno al 21%, con un recupero dell’accertato che l’anno scorso è stato di circa 20 milioni, ndr)”.

A proposito di problemi da risolvere, dopo lo scandalo che ha coinvolto anche l’ex Presidente Saltarelli, c’era da sistemare anche la questione degli investimenti finanziari.
“E l’abbiamo fatto rapidamente, riuscendo a riportare in Italia 270 milioni che sarebbero potuti rimanere bloccati in Lussemburgo (sede delle Società di gestione del risparmio cui erano state affidati, ndr). Subito dopo, abbiamo indetto un bando europeo, affidando il patrimonio ai 5 gestori che ne sono risultati vincitori. Un’operazione di trasparenza necessaria, che abbiamo realizzato anche per la gestione del patrimonio immobiliare, con la nomina esterna di tre professionisti che partecipano alle riunioni della Commissione”.

Come procede l’attività di dismissione?
“Anche se dal mercato arrivano dei timidi segnali di ripresa, questo non è ancora il momento migliore per vendere. Noi vorremmo farlo, ma non abbiamo alcuna necessità di svendere né di creare delle minusvalenze”.

Qualche tempo fa, aveva parlato della necessità di creare un fondo “salva Casse”. È ancora di questo avviso?
“Recentemente, è stato rinnovato il Consiglio dell’AdEPP e si è discusso anche della possibilità di trovare, tutti assieme, una soluzione alle problematiche comuni. Su determinate operazioni, come ad esempio il welfare, si può e si deve fare massa critica, non per il mero risparmio, ma per l’ottimizzazione delle risorse e dei servizi forniti”.

Cosa vi aspettate, invece, dalla politica?
“Sinceramente, nell’ultimo anno abbiamo ricevuto molta attenzione. Senza l’interessamento della politica non saremmo arrivati al risultato sugli esperti contabili. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare politici che hanno capito il nostro problema e si sono attivati per risolverlo. Detto questo, c’è ancora molto da fare, nella speranza che possa esserci una svolta anche sul fronte dei diritti acquisiti e della tassazione delle rendite finanziarie”.

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