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Giovedì, 21 settembre 2017 - Aggiornato alle 6.00

Opinioni

Esporre i fatti con trasparenza ha avuto più effetto di qualsiasi polemica

Sulla questione della proroga, l’obiettivo era risolvere un problema concreto coinvolgendo in modo propositivo tutte le parti interessate

/ Enrico ZANETTI

Mercoledì, 15 giugno 2016

Pubblichiamo l’intervento di Enrico Zanetti, Viceministro al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Anche quest’anno abbiamo consumato il rito collettivo dello psicodramma scadenze & proroghe.
Premetto che le colpe principali sono del nostro Governo che, sul tema semplificazioni fiscali e riordino del calendario delle scadenze, si sta rivelando né migliore né peggiore dei precedenti.

Me ne assumo per quota parte la responsabilità politica, anche se non è un mistero che avrei gradito potermela assumere per intero e giocarmi in prima persona la faccia e la credibilità tecnica specifica (prima ancora che politica generale).
Sono invece assorbito da altre importanti deleghe che riguardano le politiche di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, i piani di rientro della spesa sanitaria delle Regioni, la Conferenza Stato-Regioni e Stato-Città e altre ancora.

Deleghe o non deleghe, seguo ovviamente da molto vicino, sul piano strettamente politico e partitico, i grandi temi della politica fiscale, ma, per passione verso la materia e vicinanza ai tantissimi colleghi che mi sollecitano, non faccio orecchie da mercante quando vengono sollevati aspetti più strettamente operativi e attuativi, trasferendo in questo caso le questioni che mi vengono sottoposte.

In quest’ottica, quando hanno iniziato a piovere le richieste più o meno collettive e più o meno informali di proroga, ho costantemente segnalato questo crescente disagio. La risposta che ho più volte ricevuto fino all’altro giorno è stata sempre la stessa: abbiamo detto come MEF con largo anticipo che la proroga quest’anno non ci sarà (vero) e a fronte di questo non sono arrivate richieste formali dalla generalità degli enti nazionali di rappresentanza del settore, ma solo da parte di alcuni (vero).

Sabato, dopo l’ennesima ondata di sms, post, mail, eccetera, ho pensato che la cosa migliore fosse fare quello che faccio sempre da ben prima di iniziare la mia avventura politica: dire con trasparenza le cose come stanno.
Senza scaricabarile sui colleghi di Governo, senza critiche agli Uffici e senza strumentalizzazioni verso gli enti che la proroga ancora non l’avevano chiesta: perché l’obiettivo non era strappare un applauso effimero mettendo qualcuno in cattiva luce, ma risolvere un problema concreto coinvolgendo in modo propositivo tutte le parti interessate.

Lunedì sono arrivate le richieste ufficiali e nel giro di 24 ore il rinvio

Come spesso accade, la pura e semplice esposizione trasparente dei fatti è stata un detonatore più forte di qualsiasi polemica urlata o accordo sussurrato: lunedì sono arrivate le richieste ufficiali (non ufficiose, che in questi casi contano come il due di coppe quando la briscola è bastoni) e nel giro di 24 ore la proroga è arrivata con parere tecnico positivo e ampia condivisione politica.
E questo per merito degli enti che ancora non l’avevano chiesta, degli uffici che hanno preso atto dell’unanimità delle richieste, dei colleghi di Governo che l’hanno disposta.

Non mancherò di espormi alla bisogna anche in futuro, seppure alcune polemiche di questi giorni inducano a chiedersi se non hanno piuttosto ragione quelli che se ne stanno belli irraggiungibili, fanno gestire mail e social da collaboratori e stanno tra la gente solo per le elezioni o solo quando ci sono nastri da tagliare.

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