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Giovedì, 19 ottobre 2017 - Aggiornato alle 6.00

Protagonisti

Tanti iscritti ai corsi della SAF Medioadriatica

La scuola di Alta formazione ha fatto partire due corsi, riuscendo a non spendere praticamente nulla del finanziamento ricevuto dal CNDCEC

/ Savino GALLO

Giovedì, 22 dicembre 2016

È partito appena tre giorni fa a Pescara il secondo corso organizzato dalla Scuola di Alta FormazioneMedioadriatica”, che si rivolge ai commercialisti di tre Regioni, Abruzzo, Marche e Molise, per un totale di 15 Ordini territoriali coinvolti. Un corso, quello sulle procedure concorsuali e sul risanamento d’impresa, a cui si sono iscritti oltre 60 professionisti, che vanno ad aggiungersi ai 47 partecipanti al corso dedicato al contenzioso tributario, partito poco meno di un mese fa ad Ancona. In tutto, dunque, sono circa 110 i professionisti che hanno deciso di rivolgersi alla SAF per intraprendere un percorso di specializzazione.

Una “risposta importante” che ha permesso all’ente anche di raggiungere “l’autosufficienza economica”, risparmiando così gran parte dei finanziamenti (due tranche da 60 mila euro) ricevuti dal Consiglio nazionale per l’avviamento della nuova struttura. Soldi che potranno essere spesi per fare “nuovi investimenti a favore della categoria”, magari per la creazione di “nuove sedi” o il lancio di corsi un po’ più di nicchia, “su cui si vorrà spingere i commercialisti a specializzarsi”.
Queste le parole di Andrea Fradeani, Coordinatore del comitato scientifico della SAF Medioadriatica, che a Eutekne.info spiega perché si è deciso di puntare su crisi d’impresa e contenzioso tributario: “Volevamo intervenire su aree di particolare interesse per la nostra professione, in special modo in questo momento storico. Il corso sulla difesa nasce dall’esigenza di ribadire, in tale ambito, il ruolo centrale del commercialista. Quello sulle procedure, invece, nasce sì, ovviamente, da una congiuntura economica ancora negativa, ma vuole spostare l’accento, anche in considerazione dell’attesa riforma, sulla prevenzione e soluzione, concorsuale o meno, della crisi”.

Ma si aspettava questa risposta?
“All’inizio no. Non a caso, diversi Ordini del territorio hanno previsto borse di studio per incentivare la partecipazione. Quasi sempre si trattava di borse di studio parziali, che non coprivano tutto il costo del corso (1.300 euro per 200 ore di lezione, articolate in 25 giornate da 8 ore, ndr). Questo avrà sicuramente agevolato ma la verità è che c’è molta voglia di specializzarsi. Chi non trova più nella contabilità di base, anche in prospettiva, il suo reddito fondamentale, cerca altre strade, provando a specializzarsi in settori più qualificanti. E questo vale sia per i giovani che per quelli che fanno la professione da tanti anni”.

A questo proposito, qual è la tendenza in termini di fasce d’età dei partecipanti?
“L’età media è di circa 42 anni e anche questa è stata una sorpresa, perché ci aspettavamo che fosse più bassa. Ci sono tanti giovani, ma anche persone di 60 anni, che magari non ne possono più di fare solo contabilità e provano a crearsi un profilo diverso”.

Come si fa a mantenere fede alle aspettative degli iscritti?
“Intanto, mantenendo alto il livello di qualità della nostra offerta formativa. Fino ad oggi, è stato possibile grazie alla piena sintonia e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti e i 15 Ordini del territorio. Per questo, voglio ringraziare il Presidente della SAF, Giorgio Piergiacomi, il coordinatore Augusto D’Alessandro, la manager didattica Loredana Cesari e tutti i componenti dei comitati esecutivo e scientifico. Persone che, gratuitamente, hanno messo a disposizione competenza, tempo e risorse. Riguardo al futuro, invece, una grossa mano dovrà arrivarci dal Consiglio nazionale”.

In che senso?
“Il prossimo Consiglio nazionale dovrà impegnarsi a fondo per la riforma dell’ordinamento e il riconoscimento delle specializzazioni. Su questo punto, è stata creata un’aspettativa che non può essere tradita. Se arriverà un riconoscimento normativo forte per le specializzazioni, le SAF funzioneranno”.

Riguardo al vostro futuro, invece, come ci si sta muovendo?
“Molto dipenderà da chi verrà dopo di noi (tutte le cariche verranno sostituite con l’insediamento dei nuovi Ordini, ndr). Saranno loro a dover gestire il successo dei corsi e immaginare, in sintonia con le esigenze del territorio, una vocazione per la SAF Medioadriatica. Ad ogni modo, sarebbe interessante, viste pure le importanti novità in tema di principi contabili, un corso sul bilancio e le valutazioni, approfondendo l’evoluzione dei principi contabili e di valutazione in un’ottica di gestione, controllo e imposizione”.

Si può pensare anche di intervenire sulla collocazione geografica dei corsi, vista l’ampiezza del territorio coperto?
“Pensare a una diversa distribuzione sul territorio è indispensabile. Per i primi due corsi abbiamo scelto Ancona e Pescara perché, logisticamente, sono le città più facili da raggiungere, e anche la decisione di fare i corsi in una sola giornata è stata presa per andare incontro alle esigenze degli iscritti. In futuro, non potrà che essere ancora questa, andare incontro alle necessità dei colleghi, la direzione da seguire”.

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