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Martedì, 12 dicembre 2017 - Aggiornato alle 6.00

Professioni

Spesometro, per gli studi una perdita di 1.600 euro

Secondo un sondaggio della FNC, solo il 27,4% dei commercialisti è riuscito a fatturare l’adempimento ai clienti. Miani: «Ora le semplificazioni»

/ Savino GALLO

Venerdì, 8 dicembre 2017

A fronte di circa 1,32 miliardi di gettito in più l’anno in corso, al momento solo stimati dalla relazione tecnica al DL 193/2016 ma non ancora certificati dalla Ragioneria generale dello Stato, numeri certi sull’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017 ci sono già e riguardano i costi sostenuti dai commercialisti per farvi fronte: ognuno dei quasi 70 mila studi italiani ci ha rimesso, in media, 1.600 euro, per una perdita secca aggregata pari a 113 milioni.

A fornire i numeri è la Fondazione nazionale dei commercialisti che, attraverso un’indagine interna alla categoria, ha voluto analizzare il “peso” dello spesometro, reso quantomai gravoso a causa delle tante difficoltà tecniche riscontrate, della necessità di adeguare i propri software

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