Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Venerdì, 22 settembre 2017 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

All’Agenzia delle Entrate una task force per semplificare il linguaggio fiscale

/ REDAZIONE

Mercoledì, 13 settembre 2017

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini è stato ascoltato in audizione il 12 settembre alla Camera dalla Commissione parlamentare sulla semplificazione nell’ambito di un’indagine conoscitiva sul settore fiscale.

Tra gli argomenti trattati ci sono stati i servizi dell’Agenzia delle Entrate (la dichiarazione “precompilata” e la dichiarazione telematica di successione, tra gli altri) e la lotta all’evasione, in particolare i nuovi adempimenti per la riduzione del tax gap IVA e l’introduzione degli indici sintentici di affidabilità fiscale.

Ruffini ha precisato che l’Amministrazione finanziaria deve essere da stimolo a un profondo cambiamento nel Paese ed essere in grado di porsi come interlocutrice o controparte credibile e affidabile, smussare gli angoli di una legislazione estremamente stratificata e non sempre coordinata, mediante istruzioni chiare, imparziali e tempestive e attraverso l’offerta di consulenze tecnicamente qualificate.
Il direttore delle Entrate afferma che l’Agenzia deve “stare dalla parte di chi lavora e produce, con un costante sforzo nella direzione dell’alleggerimento degli obblighi fiscali strumentali”.
Vi è inoltre l’intenzione di istituire una sorta di task force in Agenzia che si dedichi a semplificare i linguaggi con cui ci si rapporta ai cittadini e non solo agli intermediari fiscali.

Per quanto riguarda, infine, gli indici sintetici di affidabilità fiscale l’Agenzia si propone di:
- misurare non solo il grado di affidabilità dei ricavi, ma anche del valore aggiunto e del reddito;
- superare il concetto di esame della singola annualità, che può essere particolarmente positiva o negativa, a seguito di eventi non ricorrenti; ciò dovrebbe incrementare il clima di fiducia reciproco tra Amministrazione e contribuente, in quanto il sistema consentirà di cogliere l’andamento del ciclo economico e congiunturale e ottenere stime più precise;
- introdurre meccanismi di revisione più frequenti in quanto i nuovi indici saranno revisionati, al massimo, ogni due anni, anziché ogni tre come previsto dagli studi di settore, in modo che possano tenere conto, con tempestività, di situazioni di natura straordinaria, di modifiche normative, di andamenti economici e dei mercati, anche con riguardo a determinate attività economiche o aree territoriali.

TORNA SU

Scopri di piu' Chiudi
X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.