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Lunedì, 16 luglio 2018 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

Nuovi disagi con le Certificazioni Uniche INPS rettificate

/ REDAZIONE

Martedì, 19 giugno 2018

Ciò che sta accadendo con le Certificazioni Uniche INPS rettificate “dovrebbe far riflettere l’Amministrazione Finanziaria sul fatto che la semplificazione fiscale è molto di più di quello che si è cercato di mettere in atto fino ad oggi”. Così Marco Cuchel, Presidente dell’ANC, commenta le lettere che l’Istituto nazionale di previdenza sociale sta inviando in questi giorni ai contribuenti, con allegate le certificazioni uniche che annullano e sostituiscono quelle precedentemente trasmesse. Si ricorda che il modello di Certificazione Unica INPS è il documento con il quale l’Istituto di previdenza certifica ai soggetti titolari delle prestazioni pensionistiche, previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito gli emolumenti corrisposti nell’anno d’imposta di riferimento.

“Le rettifiche operate dall’INPS – aggiunge il numero uno dell’associazione sindacale, in un comunicato stampa diffuso ieri –, che purtroppo si ripetono rispetto a quanto già verificatosi lo scorso anno, sono fonte di pesanti disservizi a danno dei cittadini contribuenti, sia di coloro che hanno accettato la dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate e che dovranno provvedere a modificare il contenuto sulla base della nuova Certificazione Unica, sia di quanti si sono avvalsi della consulenza dei professionisti intermediari, che dovranno necessariamente rivedere le dichiarazioni già predisposte sulla base delle certificazioni rettificate”.

In più, lascia perplessi anche la modalità scelta dall’Istituto per l’invio delle comunicazioni di rettifica, ovvero la posta ordinaria: “C’è da augurarsi – scrive l’ANC in proposito – che tutte le certificazioni corrette giungano a destinazione, altrimenti i contribuenti saranno, loro malgrado, soggetti a sanzione, senza contare il risvolto economico dell’operazione”.

Insomma, le criticità sono diverse ma, sottolinea il sindacato, a differenza di ciò che accade quando a sbagliare sono i contribuenti o i professionisti che li assistono, quando succede alla Pubblica Amministrazione “gli errori sembrano non essere importanti e non avere mai responsabili, nonostante le loro conseguenze ricadano sulle spalle dei cittadini”.

Quasi “una beffa”, soprattutto se si considera che le rettifiche arrivano nel periodo dell’anno “più intenso sul piano degli adempimenti fiscali” e “dopo le tante parole spese sulla semplificazione e sul cambiamento nel rapporto fisco-contribuente”.

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