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Lunedì, 23 luglio 2018 - Aggiornato alle 6.00

Notizie in breve

Indennità di maternità anche con più di 60 giorni di congedo straordinario per coniuge o figlio disabile

/ REDAZIONE

Sabato, 14 luglio 2018

L’indennità di maternità giornaliera va riconosciuta anche alla lavoratrice gestante che, all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, benefici da più di sessanta giorni di un congedo straordinario per l’assistenza al coniuge o al figlio in condizioni di grave disabilità.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 158, depositata ieri, intervenendo – con una decisione additiva – sull’art. 24, comma 3 del DLgs. 151/2001.

Tale disposizione contiene l’elencazione tassativa delle ipotesi per cui – in deroga alla regola generale – è previsto che l’indennità di maternità sia corrisposta anche alla lavoratrice assente dal servizio da più di sessanta giorni.
Secondo l’art 24, comma 2, del DLgs. 151/2001, infatti, l’indennità di maternità spetta anche alle “lavoratrici gestanti che si trovino, all’inizio del periodo di congedo di maternità, sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, ovvero, disoccupate”, purché “tra l’inizio della sospensione, dell’assenza o della disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di sessanta giorni”.
Il congedo straordinario per assistere il coniuge o un figlio in condizioni di grave disabilità previsto dall’art. 42 comma 5 del DLgs. 151/2001 non era previsto tra le deroghe delineate dall’art. 24, comma 3 del DLgs. 151/2001.

La Corte Costituzionale ha ritenuto che tale esclusione pregiudichi la madre che si faccia carico anche dell’assistenza al coniuge o al figlio disabili, e attui un bilanciamento irragionevole nei confronti della tutela della maternità e della tutela del disabile, entrambi principi di rilievo costituzionale. In particolare, secondo la Corte, imponendo una scelta tra l’assistenza al disabile e la ripresa dell’attività lavorativa per poter godere dell’indennità di maternità, si determina “l’indebito sacrificio dell’una e dell’altra” tutela.

La Consulta ha quindi in conclusione dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 3 del DLgs. 151/2001 “nella parte in cui non esclude dal computo di sessanta giorni immediatamente antecedenti all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro il periodo di congedo straordinario previsto dall’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151 del 2001, di cui la lavoratrice gestante abbia fruito per l’assistenza al coniuge convivente o a un figlio, portatori di handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.

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