Il sistema retributivo è un errore del passato e va corretto
Caro Direttore,
sono un “giovane commercialista”, se così si può chiamare un iscritto di 47 anni che ha ancora davanti a sé, come minimo, 20 anni di attività.
Il bel servizio offerto online dal sito della Cassa dei Dottori Commercialisti, che offre la proiezione del reddito da pensione, rende evidente un dato che ormai conoscono bene anche i sassi, vista la larga eco che l’argomento ha su tutti i mezzi di informazione: le pensioni calcolate con il metodo contributivo generano ritorni pensionistici risibili in confronto a quelli calcolati con il sistema retributivo.
Mi fa piuttosto specie che, in una categoria dominata numericamente dai soggetti più giovani, non vi sia stata una decisa presa di posizione su uno squilibrio che vede i pensionati di oggi e del prossimo futuro incamerare redditi ben poco corrispondenti a quanto da loro versato, perlomeno in confronto a quanto i pensionati di domani percepiranno.
Dato che, appunto, lo squilibrio è sotto gli occhi di tutti, non capisco cosa impedisca alla categoria di prendere oggi i necessari provvedimenti ispirati a valutazioni di equità.
Non possiamo a mio parere nasconderci dietro miopi motivazioni quali quelle dei “diritti acquisiti”, che impediscono anche solo di pensare ad una soluzione, per la nostra Cassa come per il nostro Paese, dove la sostenibilità del sistema previdenziale è messa in dubbio non nel lungo termine ma già nel prossimo futuro. Nessun partito, però, vuole affrontare la questione perché la soluzione si scontra con gli interessi di chi ha il potere, pensionati e prossimi alla pensione.
Occorre trattare il problema avendo in mente solo un pensiero: il sistema retributivo è profondamente ingiusto, al di là delle proiezioni secondo cui la Cassa è in equilibrio anche nel lungo termine.
Apportiamo dei correttivi alle pensioni determinate con il sistema retributivo in termini ben più consistenti di quanto ad oggi sia stato fatto. I più giovani iscritti hanno i numeri per imporre una correzione e i più anziani dovrebbero riconoscere che non si tratta di un furto, ma di correggere un errore del passato.
Fabrizio Pascale
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano
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