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Mercoledì, 27 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Se l’amministratore di società poi fallita «si ripaga», si ha bancarotta preferenziale

Ciò dovrebbe valere anche nel caso di pagamento del credito di soci, ma la giurisprudenza è tutt’altro che schierata in questo senso

/ Ciro SANTORIELLO

Lunedì, 10 marzo 2014

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La distinzione fra i due reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta fraudolenta preferenziale è chiara e netta. Il primo delitto – previsto e punito dall’art. 216, comma 1 del RD n. 267/42 – fa riferimento alla condotta dell’imprenditore dichiarato fallito che, prima della dichiarazione di insolvenza, distrae i beni della propria azienda ovvero dia agli stessi una destinazione diversa da quella di soddisfare le esigenze dell’azienda o il pagamento dei relativi creditori. La bancarotta preferenziale – fattispecie disciplinata dal comma 3 del medesimo articolo – invece, punisce l’imprenditore che simula titoli di prelazione a favore di alcuni suoi creditori o effettua pagamenti a favore di costoro con l’intento di favorirli e di danneggiare gli

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