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Mercoledì, 29 gennaio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Risparmiare sul commercialista non ridistribuisce disponibilità monetaria

Venerdì, 17 ottobre 2014

Egregio Direttore,
ho molto apprezzato le parole del Premier Renzi, di commento alla legge di stabilità 2015, secondo cui, tra le altre cose, vi sarà un’apposita misura, destinata al “sostegno” dei titolari di partita IVA a basso reddito, grazie alla quale, “anziché spendere centinaia di euro di commercialista o decine di euro per altre spese, ci sarà un regime forfetario: una riduzione di 800 milioni di euro per 900 mila partite IVA sotto i 15.000 euro” (si veda “Dal Governo, via libera alla legge di stabilità 2015” del 16 ottobre 2014).

Non solo le ho apprezzate, ma mi hanno altresì riempito di orgoglio, consapevole di appartenere ad una categoria professionale, quella appunto dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che grazie al proprio personale “sacrificio”, ancora una volta, riuscirà a far risparmiare al sistema Paese ben 800 milioni di euro, al lordo delle “decine di euro per altre spese”.
Queste sono davvero soddisfazioni, specie se penso che i contribuenti interessati dall’intervento in parola, ovvero modestissime realtà imprenditoriali e di lavoro autonomo, sono solitamente gestiti ed assistiti da piccoli studi professionali e da giovanissimi colleghi.

Ecco, è proprio a questi ultimi, allora, che mi rivolgo e ai quali, quasi con un moto d’invidia per il profondo patriottismo che nutrirà il loro senso di privazione, mi sento di dire che questo “sacrificio”, in un periodo in cui tutti – o quasi – abbiamo imparato a farne, sarà sicuramente ricompensato con misure specifiche a favore dei giovani professionisti e, in particolare, dei giovani commercialisti. Sul punto, abbiate fiducia!

Non pensate solo agli 800 milioni di euro, circa, che avrete da spendere in meno per pagare l’eventuale collaboratore, piuttosto che il software o l’affitto dello studio; pensate, invece, a tutti i contribuenti che potranno spendere al posto vostro quelle somme.

Non vi sentite già meglio? L’economia va fatta pur ripartire da qualche parte e non ascoltate le sirene che dicono che l’operazione è, in fondo, a saldo zero, atteso che ci sarà, da un lato, qualcuno che risparmierà sul commercialista, potendo poi magari spendere quelle somme per incrementare i consumi, e ci sarà però pure qualcuno, i commercialisti appunto, che, dall’altro lato, avranno meno reddito da spendere di pari importo: due variazioni, insomma, di segno opposto e contrario che si elidono tra loro.
Non si tratta affatto di una redistribuzione di disponibilità monetaria tra chi ha poco e chi ha meno di poco, assolutamente no!

Non siate, quindi, limitati, o giovani commercialisti, guardate la luna e non il dito, anche perché, a guardarlo bene, perdereste davvero tutto il patriottismo di cui sopra.


Marco Cramarossa
Presidente Probiviri UGDCEC di Bari e Trani


***


Gentile Dottore,
probabilmente l’ottimismo del Premier era giustificato dal fatto di non aver ancora letto l’articolato. Già solo capire se uno può rientrare nel nuovo regime richiede di sapersi districare tra codici ATECO, spese per lavoro e beni strumentali. E poi viene il resto.
Direi che i commercialisti, giovani e meno giovani, possono da questo punto di vista dormire sonni tranquilli.


Michela Damasco
Direttore Eutekne.info

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