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Mercoledì, 20 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Residenza fiscale, l’iscrizione anagrafica prevale su tutto

La Cassazione non ha tenuto in considerazione le Convenzioni contro le doppie imposizioni, che pur prevalgono sulla disciplina interna

/ Anita MAURO

Giovedì, 29 ottobre 2015

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Se un soggetto trasferitosi all’estero dimentica di cancellarsi dall’Anagrafe della popolazione residente, continua a pagare le imposte sui redditi in Italia, atteso che il dato “anagrafico” è preclusivo di ogni altro accertamento di fatto.
Questo è il principio affermato dalla Cassazione, nella sentenza n. 21970 depositata ieri.

Il principio non è nuovo e trova eco in altre pronunce simili della giurisprudenza di legittimità (si vedano, tra le tante, Cass. nn. 677/2015 e 9319/2006).
Esso si fonda sulla norma recata dall’art. 2 comma 2 del TUIR, che, nel definire il concetto di residenza fiscale, enuclea tre diversi principi, tra loro alternativi, per individuare il soggetto “fiscalmente residente in Italia”:
- il criterio dell’iscrizione anagrafica; ...

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