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Giovedì, 23 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Curare l’alimentazione dopo i 50 anni è il primo passo per una vecchiaia attiva

Il dispendio di calorie diminuisce rispetto alla gioventù e l’apporto alimentare dovrebbe calare di pari passo

/ FONDAZIONE UMBERTO VERONESI

Venerdì, 6 novembre 2015

Fra pochi decenni un terzo della popolazione italiana avrà più di 65 anni, con un’aspettativa di vita crescente. Secondo quanto calcolato di recente dalla Società italiana di Gerontologia e geriatria (SIGG), nel nostro Paese sono circa un milione gli anziani a rischio malnutrizione, perché mangiano male e poco, a volte per disinformazione, altre per scarsa motivazione o anche per difficoltà economiche. Ecco perché è bene pensarci in tempo. Curare l’alimentazione nella mezza età è un primo passo verso una vecchiaia attiva.

Vale la pena citare uno studio europeo multicentrico apparso sul The American journal of Medicine che ha dimostrato quale può essere l’impatto della dieta sull’invecchiamento. I ricercatori hanno osservato le abitudini alimentari di oltre 5.000 adulti ...

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