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Per lo spesometro i commercialisti chiedono più tempo e niente sanzioni

/ REDAZIONE

Venerdì, 22 settembre 2017

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C’è l’“assoluta necessità” che la scadenza del 28 settembre per la trasmissione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017, già prorogata di 10 giorni rispetto al termine originario, slitti ulteriormente.
Ad affermarlo, tramite una nota stampa, è il Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, che, inoltre, in ragione delle tante difficoltà riscontrate, chiede al Governo che questo primo invio possa essere considerato “di natura sperimentale, con conseguente disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con la possibilità di effettuare correzioni”.

“Stiamo ricevendo, in questi giorni, – si legge ancora nella nota – numerosissime segnalazioni da parte degli iscritti, che il Consiglio nazionale sta inoltrando, con spirito collaborativo, all’Agenzia delle Entrate, per far sì che le stesse possano essere al più presto risolte. Quello che più ci preoccupa, però, è che già ad una settimana di distanza dalla scadenza del prossimo 28 settembre abbiamo verificato frequenti blocchi della possibilità di accesso al portale «Fatture e Corrispettivi» e notevoli ritardi (anche di tre o quattro giorni) nel rilascio da parte del sistema delle ricevute di accettazione e di eventuale scarto dei file trasmessi”.

Una situazione che, a ridosso della scadenza, “non può che complicarsi ulteriormente” e che, in qualche modo, i commercialisti avevano già previsto: “Sin dall’approvazione del nuovo spesometro – aggiunge Miani –, abbiamo sottolineato a più riprese l’estrema complessità e gravosità del nuovo adempimento in termini di costi e di tempi necessari, nonché la sua singolarità nel panorama normativo dei Paesi ad economia avanzata”.

Per questo, il CNDCEC aveva chiesto una proroga più lunga di quella effettivamente concessa, definita più volte “insufficiente”. Ad ogni modo, il Governo sembra aver riconosciuto le difficoltà di applicazione del nuovo strumento e, tramite il Viceministro all’Economia Luigi Casero, ha chiarito che “gli errori non dolosi saranno perdonati” e che ci si sta muovendo per “contenere i casi di rifiuto”.

Parole “apprezzate” dai commercialisti, ma non ancora abbastanza per far rientrare l’agitazione che si registra in questi giorni tra gli intermediari. Serve un ulteriore slittamento della scadenza e la certezza che, per questo primo invio, non vengano irrogate sanzioni in caso di errori non gravi.

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