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Giovedì, 24 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Auspicabile un correttivo umano alla «macchina» delle fatture elettroniche

Martedì, 29 maggio 2018

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Spettabile Redazione,
la lettura dell’intervento del collega Augusto Fumagalli, pubblicato sabato 26 maggio (si veda “È così impensabile avere più tempo per l’invio della fattura elettronica al SdI?”), è stata liberatoria per me: pensavo di aver capito male, e invece no, è tutto vero: si dovrà interrompere qualsiasi attività per inviare allo SdI la fattura nell’esatto giorno in cui cade il momento impositivo (o al più tardi entro le 24 ore successive).

Questa “nuova” situazione sarebbe piaciuta a Kafka: è angosciante e, come evidenziato dal collega, viene proposta con una certa leggerezza, come status quo già acquisito e inevitabile, senza immaginare le reazioni sul piano pratico, dando per scontato che nemmeno sul sistema nervoso dei soggetti coinvolti vi possano essere conseguenze.

È vero: non spetta all’Agenzia delle Entrate curarsi del sistema nervoso degli Italiani. Poi, a ben vedere e per quel che qui importa veramente, questa situazione non è che il frutto di una somma (il famoso combinato disposto?) di norme già esistenti qua e là (partendo dall’art. 6 del DPR 633 sul momento impositivo vecchio di 46 anni): quindi di cosa ci possiamo lamentare adesso? Da che mondo è mondo la somma di 1+1 è 2!

Speravo tuttavia che esistesse ancora un “elemento umano nella macchina libero sotto le nuvole” o quanto meno qualcuno ai piani alti che capisse che una fattura inviata allo SdI entro il termine di liquidazione dell’IVA (magari anche cinque giorni prima per tenere conto di eventuali controlli e scarti), ma con data di emissione anteriore, avrebbe comunque i requisiti della certezza temporale entro il termine sostanziale di versamento dell’IVA, senza quindi nessun danno all’Erario o escamotage da parte dei disonesti, ma con benefico effetto sulla salute di tutti.

Senza anacronistiche volontà luddiste di smontare “la macchina” (giustamente approntata per il contrasto all’evasione), tuttavia è auspicabile ci sia ancora spazio per qualche correttivo umano, cioè per qualche fine interprete e studioso che prima di gennaio 2019, spaccando il capello in quattro, riesca a scindere il legame “naturale” fra momento impositivo = data di emissione = data di trasmissione allo SdI.

Altrimenti, la soluzione ancora una volta dovremo trovarcela nella “macchina”: software prontissimi a elaborare (“al giusto prezzo”) soluzioni di fatturazione immediata, anzi istantanea con scarto di solo qualche secondo, sicuramente integrati con l’home banking, lo smartphone, la PEC (magari anche la pagina personale di FB, il localizzatore satellitare e il frigorifero di casa), sempre attivi H24 (festività comprese), il tutto ovviamente per migliorarci la vita... fino alla prossima novità calata dall’alto con successiva necessità di nuove macchine e così via (all’infinito?).


Enrico Danelli
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Lecco

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