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Domenica, 23 settembre 2018

Lettere

L’e-fattura è una sfida, può spingerci verso nuove aree di business

Giovedì, 5 luglio 2018

Gentile Redazione,
qualche considerazione in risposta al Collega Paolo Garzi (si veda “Siamo sicuri che con la fatturazione elettronica avremo più tempo?”).

Come tutti ben sappiamo il nostro mondo, quello dei commercialisti, è coinvolto in questo momento storico in una vera e propria rivoluzione: l’introduzione della fattura elettronica. Al di là di ciò che questo comporterà a livello operativo per le aziende e per noi professionisti, vorrei prima sganciarmi da quest’ottica per guardare questa rivoluzione da una prospettiva diversa che conceda una visione più ampia e completa.

Forse è proprio vero che nulla è più invisibile dell’ovvio: in tanti parlano di e-fattura come ulteriore tassello al mosaico degli adempimenti che “attanagliano” il nostro settore tralasciando un’importante ovvietà, cioè che la e-fattura più che un’aggiunta è una sottrazione o se preferiamo una semplificazione: prima il contabile svolgeva un lavoro di data entry perfettamente inutile di tutti quei dati tipo num.doc., controparte, imponibile, totale, data, ecc., così come gli svariati solleciti per ottenere la consegna dei documenti IVA (che avvenivano sempre a ridosso della scadenza).
Da notare bene che questo tempo eliminato non si tradurrà in disoccupazione: tutt’altro. I nostri contabili non più manovali del dato ma esperti controller.

Per la prima volta nella storia, la fattura del cliente sarà ricevuta prima dal commercialista che non dal cliente. Questa prospettiva ci apre a uno scenario di evoluzione.
I nostri clienti, inseriti in una società con tempi di risposta sempre più rapidi, ci domandano situazioni e analisi sempre più frequenti e aggiornate. Con la fatturazione elettronica e la conseguente eliminazione di inutili attività ridondanti tutto questo sarà possibile, previo che, in contropartita, i clienti più restii all’uso delle tecnologie si adeguino con i tempi attuali appoggiandosi anche sul nostro aiuto iniziale, volto a far loro compiere questo ineludibile passo in avanti.

Tra il professionista e il cliente “non tecnologico” dovrebbe instaurarsi un percorso di sviluppo su cui ogni studio dovrebbe investire per un futuro prossimo decisamente vincente.
Non a caso si dice che “il miglior modo per predire il futuro è inventarlo”!
Ogni professionista dovrebbe quindi ragionare nell’ottica secondo cui se vuoi il meglio devi essere il meglio, superando le proprie innate resistenze al cambiamento.
Niente sarà più uguale a prima. Non a caso, come scrive Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo, “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Questa considerazione positiva ovviamente non prescinde però da una mia iniziale presa di coscienza sul drastico impatto che tutto ciò avrà sull’organizzazione dello studio professionale.
Lo studio deve correre ad attrezzarsi sin da subito su vari fronti.

Prima di tutto occorre effettuare una mappatura della propria clientela che si porrà sicuramente molto variegata e differenziata in termini di emissione di e-fattura. Infatti ci sono aziende di dimensioni considerevoli che hanno già sistemi adeguati per la e-Fattura e quindi in questo caso ci strutturiamo per la ricezione del tracciato, oppure all’estremo opposto dovremmo procedere fornendo sostegno a quelle micro imprese che non possono vantare un’autonomia iniziale circa l’emissione della fattura elettronica.

Una volta ultimata la sintonizzazione sulle esigenze specifiche del parco clienti riguardo alla fase di emissione, occorre adottare una piattaforma di gestione documentale interna allo studio e condivisa con il cliente che permetta di raccogliere in modo automatico (tramite l’utilizzo del codice destinatario) in un unico strumento tutti i documenti dei propri clienti, sia in ricezione che in emissione.
Tale sistema deve consentire contestualmente il dialogo via chat o altro con il proprio cliente nonché la messa a disposizione di quest’ultimo di un’area in cui restituire in dashboard interattive, intuitive e visive, informazioni sulla gestione economico-finanziaria dell’azienda provenienti dalle e-fatture e che si aggiornano in tempo reale prendendo in pasto i tracciati xml.

Ma non solo questi siano i servizi innovativi che il professionista vorrà prestare ai propri clienti.
In un’era in cui la tecnologia promette rivoluzioni in maniera continuativa, in cui l’intelligenza artificiale registra importanti miglioramenti giorno dopo giorno, non possiamo decidere di resistere al cambiamento.
Dovremmo scegliere di farci aiutare dalle macchine nello svolgere lavoro a bassissimo valore aggiunto.

E allora, signori miei, dopo aver valutato quanto la fatturazione elettronica potrà evolverci e aiutarci, sollevandoci da tanta inutile fatica e spingendoci verso nuove aree di business molto più interessanti, siamo proprio sicuri che sia una minaccia e non un’opportunità? A noi questa nuova sfida.


Gian Luca Bracciali
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Arezzo
Referente territoriale PRO DIGITALE

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