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Lunedì, 18 febbraio 2019 - Aggiornato alle 6.00

Lavoro & Previdenza

Per i contributi alle Casse professionali non conta il concordato preventivo biennale

In mancanza di esplicita deroga rileva il reddito effettivo

/ Massimo NEGRO e Federica VIVIANI

Martedì, 12 febbraio 2019

Con la sentenza n. 3916, depositata ieri, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione dell’utilizzabilità del reddito derivante dal concordato preventivo biennale anche ai fini del calcolo dei contributi dovuti dai professionisti alle rispettive Casse di previdenza.

L’istituto del concordato preventivo biennale – introdotto in via sperimentale dall’art. 33 del DL 269/2003 (conv. L. 326/2003) a valere su due periodi di imposta (quello in corso al 1° gennaio 2003 e quello successivo) – consiste in un beneficio concesso ai titolari di reddito di impresa e agli esercenti arti e professioni, che si sostanzia negli effetti individuati nel comma 3 dell’art. 33 citato, e precisamente: determinazione agevolata delle imposte sul reddito “e, in talune ipotesi,

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