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Martedì, 21 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

I vantaggi economici ricevuti dalla P.A. in Nota integrativa sono un rebus

Martedì, 19 febbraio 2019

Spettabile Redazione,
smaltita (… o quasi?) la prima liquidazione IVA “elettronica”, all’orizzonte si profila un nuvolone nero nero, carico di pioggia e fulmini, che, per i grattacapi che darà, farà impallidire la predetta fatturazione elettronica.
Mi riferisco all’osservanza degli obblighi espositivi nella prossima Nota integrativa per il 2018 dei non meglio precisati “sovvenzioni, contributi e incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere” ricevuti dalle pubbliche amministrazioni.

Si dice che l’attuale legislatore sia un po’ grossolano, ma anche il passato Parlamento che ha approvato una norma del genere non ha brillato per competenza e precisione. Soprattutto non si è considerata la sproporzione di una eventuale omissione con la sanzione: neppure il peggior legislatore forcaiolo avrebbe potuto immaginare la restituzione delle somme erogate, magari a fronte di un’opera pubblica regolarmente eseguita o di un servizio prestato (ma giuridicamente parlando è possibile?).

Fra l’altro, che enormi responsabilità dovremmo assumerci come consulenti quando redigiamo il bilancio dei nostri clienti?

Visto che la circolare del Ministero del Lavoro n. 2 dell’11 gennaio 2019 (dopo un anno e mezzo dalla legge istitutiva!) ha:
- confermato l’ampiezza del perimetro espositivo (oltre ai contributi vanno incluse fra l’altro anche tutte le somme erogate dalla P.A. come corrispettivo di un bene ceduto o servizio reso, quindi in conseguenza di un normale appalto di servizi del tipo mensa o trasporto scolastico);
- specificato che per ogni somma incassata va indicata la data di incasso, la causale, la denominazione del soggetto erogante, lasciando intendere che non si possa indicare una somma unica annuale (per contributi e appalti vari), ma che vadano appunto dettagliati anche i diversi incassi se avvenuti in giorni diversi;
- chiarito che il limite di 10.000 euro per cui si è esentati dall’obbligo espositivo vale per il totale dei vantaggi economici e non per singolo vantaggio, con ciò rendendo ancora più ininfluente tale limite.

Per tranquillità si potrebbe arrivare al paradosso di inserire in Nota integrativa montagne di mastrini di conti accesi fra i ricavi (o meglio i corrispondenti conti di credito da cui risultano gli incassi analitici), almeno tutti quelli che hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione, ma probabilmente non basterebbe: un vantaggio economico è anche un minor costo (del tipo, messa a disposizione di un immobile, come ricorda la circolare, ma allora anche l’esenzione da bollo di circolazione per alcuni automezzi in servizio pubblico o riduzioni contributive per determinate assunzioni) che in bilancio non si vede (quindi fra l’altro andrebbe pure quantificato!).

Probabilmente gli estensori della norma di legge e della circolare dell’11 gennaio 2019 non si sono resi conto che le Note integrative di alcune aziende che hanno frequenti rapporti con la P.A. diventeranno chilometriche: siamo, ancora una volta, in una classica situazione kafkiana in cui i regolatori dicono o fanno cose che apparentemente sembrano corrette, ma che comportano conseguenze gravosissime e sproporzionate rispetto al fine proposto.

Manca più o meno un mese e mezzo al deposito delle bozze del bilancio 2018 (ovviamente corredate dalla Nota integrativa) se si vuole arrivare all’approvazione nei 120 giorni: mi sembra che per questo nuovo obbligo (spiegato dalla circolare di gennaio 2019 solo a esercizio 2018 ormai concluso) per diversi bilanci si dovrebbe ravvisare una giusta causa di differimento dei termini di approvazione nei 180 giorni.
Altrimenti... si potrebbe chiedere al legislatore di mitigare almeno le sanzioni per una eventuale omissione, evitando il recupero di tutte le somme erogate e non menzionate, magari prevedendo il “solo” taglio della mano dell’estensore della Nota integrativa carente o la più “amichevole” fustigazione su pubblica piazza.


Enrico Danelli
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Lecco

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