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Lunedì, 25 marzo 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Basta con le proroghe all’ultimo, è ora di scioperare per la nostra dignità

Sabato, 2 marzo 2019

Egregio direttore,
quanto accaduto ieri (il 27 febbraio, con la proroga per la comunicazione dei dati delle fatture, l’esterometro e la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, ndr) testimonia ancora una volta l’assenza totale di rispetto per la nostra categoria e i nostri dipendenti.

Un piccolo aneddoto può ben riassumere a quali angherie veniamo sottoposti a causa di questo iniquo trattamento da parte dello Stato.
Soprattutto per i piccoli studi la situazione sta diventando insostenibile e assurda.
All’inizio della scorsa settimana, in prossimità di queste capricciose e insulse scadenze imposte dallo Stato a fronte di nessun beneficio reale, primo tra tutti quello collegato alle precompilate, il mio studio, pur organizzato al meglio, aveva da predisporre come tanti altri diverse incombenze legate a nuove comunicazioni all’ENEA, invio dati 50 e 65% per le precompilate, periodiche IVA, Certificazioni Uniche ed esterometro.
Dato che lavoriamo per molte amministrazioni condominiali le scadenze si accavallano tutte in breve periodo.

Purtroppo un’epidemia di influenza ha messo fuori gioco me, i miei collaboratori compresa mia moglie e i miei figli (uno è finito all’ospedale con mia moglie al seguito per quattro giorni), costringendoci a giorni di panico assoluto e lavori forzati nonostante la febbre che ci ha colti tutti assieme, il tutto per poter soddisfare queste assurde pretese con tempi evidentemente impossibili o quasi da rispettare.
Di fatto abbiamo perso anche il diritto a stare male, incredibile.

Ora, dopo che ci siamo fatti le notti in bianco, perso 3 kg nel giro di una settimana, beffarda arriva come sempre la proroga non dell’ultimo minuto, ma dell’ultimo secondo.

Io invito ancora una volta i colleghi a dire basta e a fare uno sciopero non tanto legato a quello che sono le sottrazioni di incombenze, ma uno sciopero per restituire la dignità che meritiamo noi e ai nostri collaboratori.
Lo sciopero deve essere fatto da noi insieme ai nostri lavoratori perché loro sono i primi vessati e se possibile anche assieme ad associazioni di categorie coinvolte in questa tipologia di lavoro perché siamo tutti sulla stessa barca.

Basta con questo sopruso assurdo, capriccioso, indegno e anche beffardo, non siamo gli zimbelli di nessuno e tutti sanno che una proroga la mattina dell’ultimo giorno non è tale, è solo una presa in giro per coloro che il lavoro lo intendono seriamente.


Giorgio Manfioletti
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Trento e Rovereto

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