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Lunedì, 23 settembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

L’ANDoC diffonde il suo «Manifesto» per la tutela della categoria

/ REDAZIONE

Mercoledì, 20 marzo 2019

Un “piano strategico” per affermare agli occhi dell’opinione pubblica l’importanza del ruolo dei commercialisti, e una “riorganizzazione della propria istituzione”, finalizzata a “unire la categoria, valorizzando il merito e la passione sulle logiche di appartenenza”. Con un comunicato stampa diffuso ieri, il Comitato esecutivo dell’ANDoC anticipa le richieste che questa mattina, nel corso dell’Assemblea dei Presidenti in programma a Roma, recapiterà ai vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Quello che invoca il sindacato guidato da Amelia Luca è un “ragionato scatto d’orgoglio”, per invertire la tendenza che vuole la categoria “subire il cambiamento”, rinunciando al suo “naturale ruolo di riferimento per la tutela della fede pubblica e di motore del confronto culturale e tecnico” nel suo ambito.

In questo contesto, secondo l’ANDoC, “i rapporti di forza tra burocrazia statale e professione economico-giuridica si sono progressivamente sempre più sbilanciati a favore della prima”, che ha “imposto” ai professionisti funzioni pubblicistiche senza attribuire loro specifiche prerogative: in molti casi, senza nemmeno riconoscere loro un ruolo formale “ma solo responsabilità civili e penali”.

Così, ci si ritrova a dover difendere il principio dell’equo compenso che, scrive l’associazione, “in un Paese civile dovrebbe essere un elemento scontato dell’ordinamento”.

Per questo, serve “un cambio di passo”, che “dissolva le nubi di una campagna elettorale permanente e indirizzi gli sforzi di una comunità compatta ad essere utile a sé stessa, oltre che al Paese”. I singoli iscritti, dal canto loro, dovranno organizzarsi, conclude il sindacato, per “dare maggiore forza al loro libero pensiero, difendendo il sistema ordinistico e i sacrifici propri e di chi li ha preceduti”, in modo da “assicurare alla collettività un Paese giusto, basato sul confronto, la dignità del lavoro e la valorizzazione della conoscenza”.

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