X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 24 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Il calcolo del periodo di comporto segue le regole della contrattazione collettiva

Per verificare se è stato superato il periodo si applicano gli artt. 2963 c.c. e 155 c.p.c. solo ove le clausole contrattuali non dispongano diversamente

/ Simona PETRELLA

Venerdì, 12 aprile 2019

Con la sentenza n. 9751/2019, la Cassazione ha fornito un ulteriore contributo per la corretta determinazione del criterio attraverso il quale calcolare l’avvenuta scadenza del periodo di comporto.
La questione non è di poco conto, avuto riguardo alle conseguenze sanzionatorie dettate dal legislatore in caso di licenziamento comminato anteriormente allo spirare del termine massimo di comporto.

Il caso in esame trae origine da un licenziamento irrogato a seguito di assenza dal lavoro protrattasi per 545 giorni consecutivi, ove la disciplina collettiva stabiliva in 18 mesi (12+6) il termine massimo di conservazione del posto, “determinato da un evento morboso continuativo, con assenza ininterrotta o interrotta da un’unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi”,

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU