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Sabato, 25 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

IL PUNTO / PROCEDURE CONCORSUALI

Nel concordato con continuità nomina del liquidatore giudiziale controversa

Alcuni Tribunali lo designano se il piano prevede anche la vendita di cespiti «non funzionali»

/ Michele BANA

Giovedì, 18 aprile 2019

L’art. 182 del RD 267/1942 stabilisce che, se la proposta di concordato preventivo consiste nella cessione dei beni e non dispone diversamente, il Tribunale – in sede di decreto di omologazione – nomina uno o più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione, e determina le altre modalità di realizzo dell’attivo della procedura.

Nel caso del piano concordatario fondato sulla prosecuzione dell’attività d’impresa, ma con la contemporanea previsione di una vendita a terzi di alcuni beni non più funzionali a tale esercizio, come espressamente previsto dall’art. 186-bis, comma 1 del RD 267/1942 (c.d. concordato preventivo con continuità aziendale diretta), alcuni Tribunali ritengono necessaria la nomina del liquidatore giudiziale.

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