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Giovedì, 27 giugno 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

La norma sugli organi di controllo nelle srl ha introdotto oneri non giustificabili

Venerdì, 7 giugno 2019

Egregio Direttore,
dopo gli ultimi interventi di alcuni colleghi, tra i quali Raffaele Marcello, consigliere del CNDCEC, ritengo doveroso fare alcune precisazioni sul tema.
Il 14 febbraio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 14/2019, che disciplina, tra le altre cose, i nuovi requisiti per la nomina degli organi di controllo. Il decreto è intervenuto – anche – in materia di nomina del collegio sindacale e del revisore legale nelle società a responsabilità limitata, modificando l’art. 2477 del codice civile ed estendendo i casi di nomina obbligatoria dell’organo di controllo. Il legislatore, a mio avviso in maniera ingiustificata, ha ritenuto di ampliare le situazioni nella quali le società a responsabilità limitata sono tenute alla nomina obbligatoria di un organo di controllo.

Ancora una volta – e non mi sento di escludere anche grazie a un’inopportuna attività di lobbying di alcuni nostri colleghi – il legislatore ha introdotto inutili e non giustificabili oneri anche per le piccole srl, oggi oggetto di “ripensamento”.
Non avendo letto alcuna posizione da parte dei vertici della categoria ho ritenuto di mandare una nota informativa sul tema ai clienti, nella quale mi sono “dissociato”, manifestando la mia contrarietà alla nuova disposizione di legge. Di interesse sono state le risposte che ho ricevuto, tra tutte quella di un operatore di private equity: “Ora monto una class action con qualche decina di migliaia di srl”; “Bene, ottimo, altri oneri e pastoie inutili per le PMI. Manda questa bella analisi al Ministro Bongiorno!”.

Ora trovo sorprendente come alcuni colleghi riescano a sostenere, peraltro senza argomentazioni, la necessità del reddito di cittadinanzarectius incarichi inutili – anche per i dottori commercialisti. Un professionista il reddito se lo deve guadagnare sul campo con professionalità e competenza.

A seguito dell’intervento del collega Raffaele Marcello pubblicato su Eutekne.info (si veda “Modifiche alla norma sugli organi di controllo nelle srl non condivisibile” del 18 maggio 2019), ho scritto al Presidente Miani chiedendo quando pensa di pubblicare una rettifica, perché ci sono colleghi che non vogliono passare come una categoria “protetta e da proteggere”, anche con provvedimenti di legge di nessun interesse e utilità per la collettività, e non solo per le imprese, in quanto sono stufo di passare come componente di una categoria professionale di “soggetti da assistere”. I nostri vertici – in primis il CNDCEC – dovrebbero (rectius avrebbero dovuto) opporsi a qualsiasi forma di reddito di cittadinanza – leggi incarichi inutili – (anche) per i dottori commercialisti.

Anche recenti statistiche sui nuovi iscritti confermano la difficoltà in cui versa la professione del dottore commercialista e non è di certo con battaglie di retroguardia e corporative che riusciremo a risalire la china.

I nostri rappresentanti dovrebbero dedicarsi a “farci scrollare di dosso” attività inutili, non redditizie o non fatturabili ovvero lavorare sul fronte dei costi (inutili) e non su quello dei ricavi (sempre inutili, non per noi ma per i clienti e gli operatori economici di questo Paese).

Al collega Nicola Castegnaro, che di recente è intervenuto sul tema (si veda “Sono i «piccoli» commercialisti a non essere pronti, non le piccole srl”), segnalo di far parte, di certo, dei “piccoli commercialisti” da lui citati ad esempio negativo. Di certo talmente piccolo da non riuscire a capire come il collega possa parlare di “validi consulenti al fianco dell’imprenditore”, talmente piccolo da non essere stato informato che i componenti il collegio sindacale/sindaco unico sono stati derubricati da organi di controllo a consulenti.


Paolo Troiano
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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