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Lunedì, 16 settembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Per l’ANAC la trasparenza è uno dei pilastri per un’efficace azione di prevenzione della corruzione

/ REDAZIONE

Venerdì, 7 giugno 2019

Come ormai è consuetudine, il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha presentato ieri alla Camera la Relazione annuale sull’attività svolta dall’Autorità nel 2018.
Essendo passati cinque anni dall’insediamento del Consiglio dell’ANAC, questa è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio dei risultati raggiunti e per indicare le possibili prospettive future.

Secondo il Presidente, l’impianto normativo contenuto nella L. 190/2012 e nei suoi successivi decreti attuativi “dopo una prima, fisiologica, fase di metabolizzazione anche sotto il profilo culturale, sta cominciando lentamente a produrre risultati positivi, grazie altresì ai successivi interventi del legislatore”.

Nella prospettiva della lotta alla corruzione, viene in particolare fatto riferimento al DLgs. 97/2016, che ha per la prima volta introdotto nel nostro ordinamento il c.d. “FOIA” (freedom of information act, anche noto come “accesso civico generalizzato”), alla L. 179/2017, che ha potenziato il “whistleblowing”, e ai vari interventi normativi che dal 2015 fino all’ultima riforma operata dalla L. 3/2019 (o “Spazzacorrotti”) che hanno rafforzato la risposta punitiva rispetto ai fenomeni corruttivi.

Si parla, poi, del ruolo del Piano nazionale anticorruzione e della rete creatasi tra i diversi responsabili per la prevenzione della corruzione e trasparenza (RPCT).
Un’attenzione centrale è dedicata anche alla trasparenza, da considerarsi “uno dei pilastri per un’efficace azione di prevenzione della corruzione ma anche un principio entrato ormai a pieno titolo nella costituzione materiale del Paese” (cfr. in proposito anche Corte Cost. n. 20/2019).

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