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Mercoledì, 16 ottobre 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Per il chirurgo e amministratore, i compensi si sommano per l’accesso al forfetario

/ REDAZIONE

Sabato, 22 giugno 2019

I compensi percepiti per l’incarico di consigliere di amministrazione presso una clinica privata da parte di un soggetto che svolge l’attività professionale di medico chirurgo si qualificano come redditi di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del TUIR, e non redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50 comma 1 lett. c-bis) del TUIR. Conseguentemente, ai fini dell’accesso al regime forfetario ex L. 190/2014, il superamento della soglia di 65.000 euro va verificata considerando il complesso dei compensi percepiti dalle attività svolte.
Il chiarimento è reso con la risposta interpello n. 202, pubblicata ieri, la quale giunge a tale conclusione sulla base dei chiarimenti della circ. Agenzia delle Entrate n. 105/2001.

In base all’art. 50 comma 1 lett. c-bis) del TUIR, costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica. Fanno eccezione a tale regola gli uffici che rientrano, tra l’altro, nei compiti istituzionali compresi nell’oggetto dell’arte o professione concernente i redditi di lavoro autonomo esercitate dal contribuente.

L’attrazione dei compensi alla categoria dei redditi di lavoro autonomo opera nell’ipotesi in cui, anche in assenza di una previsione espressa nell’ambito delle norme di disciplina dell’ordinamento professionale, il professionista svolga l’incarico di amministratore di una società o di un ente che esercita un’attività oggettivamente connessa alle mansioni tipiche della propria professione abituale. In tale ipotesi, è ragionevole ritenere che l’incarico di amministratore (nel caso specifico, nella clinica privata) sia stato attribuito al professionista (nel caso specifico, medico chirurgo) proprio in quanto esercente quella determinata attività professionale.

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