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Martedì, 16 luglio 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Fuori campo IVA la penalità per lo sforamento delle quote latte

/ REDAZIONE

Sabato, 13 luglio 2019

Con la risposta a interpello n. 228 pubblicata ieri, 12 luglio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha precisato il trattamento IVA delle somme pagate in caso di superamento delle quote latte stabilite nell’ambito di un consorzio.

Il caso esaminato riguarda una società agricola attiva nel settore dell’allevamento di vacche da latte, la quale fa parte di un consorzio che ha per oggetto, fra l’altro, la tutela della denominazione di origine di un formaggio nonché la vigilanza sulla produzione e sul commercio dello stesso. Tale consorzio ha redatto un piano di regolazione dell’offerta ove è stabilito anche il quantitativo massimo di latte che può produrre ogni allevatore.

Richiamando lo statuto del consorzio e il piano di regolazione dell’offerta predisposto, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in assenza di un rapporto sinalagmatico, la somma pagata dall’allevatore al caseificio, come penalità per aver prodotto un quantitativo di latte superiore a quello fissato nel piano, non rientra nel campo di applicazione dell’IVA per carenza del presupposto oggettivo dell’imposta.

La stessa natura giuridica e il relativo trattamento agli effetti dell’IVA sono da attribuire alle somme corrisposte, a titolo di contribuzione aggiuntiva, dai caseifici al consorzio, a fronte della produzione di un numero di forme di formaggio superiore a quello consentito.

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