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Domenica, 17 novembre 2019

NOTIZIE IN BREVE

Condotta e tenore di vita rilevano per la legittimità della confisca

/ REDAZIONE

Sabato, 20 luglio 2019

Con la sentenza n. 32461, depositata ieri, la Corte di Cassazione dà applicazione a quanto è stato di recente sancito dalla Corte Costituzionale n. 24/2019 in relazione ai soggetti destinatari delle misure di prevenzione e, in particolare, della confisca di prevenzione ai sensi del DLgs. 159/2011.

Il giudice delle leggi ha, infatti, dichiarato l’illegittimità delle misure di prevenzione alle persone che “debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dedite a traffici delittuosi” come previsto dal combinato disposto degli artt. 1 lett. a) e 4 lett. c) del DLgs. 159/2011.

È stata, invece, ritenuta legittima l’analoga questione posta con riguardo all’ipotesi di cui all’art. 1 lett. b) del DLgs. 159/2011, riferita a coloro che, “per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”.

Nel procedimento oggetto della pronuncia oggi in commento era stata ordinata la confisca sulla base del fatto che il soggetto in questione (c.d. preposto) vivesse abitualmente con i proventi dell’attività delittuosa e, in particolare, con quelli derivanti dalla pluriennale attività di frode fiscale e di evasione tributaria, attraverso un collaudato sistema fraudolento formato dalla costituzione di una serie di società cooperative, coordinate da società consortili, predisposte al solo scopo di creare un’interposizione cartolare tra una società appaltatrice di lavori di facchinaggio e logistica e i lavoratori della stessa.

Alla luce dei principi enunciati e degli elementi fattuali brevemente delineati, viene, pertanto, ritenuta corretto l’inquadramento del preposto come traente le proprie fonti di arricchimento, in maniera costante e significativa, dalla realizzazione sistematica di illeciti.

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