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Giovedì, 24 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Il 23 settembre a Torino forum su incentivi all’innovazione e robot tax

Seconda edizione al Teatro Carignano di Fisco & Futuro

/ Alessandro COTTO e Enrico ZANETTI

Mercoledì, 4 settembre 2019

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Il futuro del Fisco in un prossimo scenario dove sempre maggiore sarà il lavoro svolto dalle macchine, tra robotizzazione dei processi nell’ambito della produzione manifatturiera e piattaforme di intelligenza digitale nell’ambito dei servizi.
Questi i temi al centro della seconda edizione del forum “Fisco & Futuro” che si terrà il prossimo 23 settembre, al Teatro Carignano di Torino dalle 14:00 alle 19:00 (iscrizioni sul sito dedicato).

In un contesto spesso caratterizzato da incertezza e improvvisazione nella gestione del fisco del presente, pensare a una pianificazione organica e tempestiva del fisco di domani può apparire fantascientifico, piuttosto che scientifico, ma enorme può essere il costo economico e sociale dei ritardi, nell’adattamento del prelievo tributario alle nuove forme e alle nuove modalità di produzione della ricchezza.

Ben può testimoniarlo la questione che è stata al centro dell’edizione dello scorso anno del forum “Fisco & Futuro”, ossia quella legata alla digital economy e alla sottrazione di base imponibile per centinaia di miliardi che ancora oggi subiscono tutti i Paesi che non si prestano, con strumenti di concorrenza fiscale più o meno aggressiva e scorretta, a fare da “discount fiscali” per le multinazionali della new economy.

Un terzo delle entrate che finanziano il bilancio dello Stato italiano è rappresentato da contributi previdenziali e sociali che trovano il proprio presupposto imponibile nel lavoro umano nelle sue diverse forme: dipendente, parasubordinato e autonomo.
Degli altri due terzi di entrate, una fetta molto rilevante è rappresentata dall’IRPEF e relative addizionali, la cui parte preponderante trova a sua volta il proprio presupposto nei redditi che derivano dalle attività di lavoro dipendente, parasubordinato e autonomo.

Come si concilia il finanziamento pubblico della sanità, dell’assistenza, della previdenza, delle infrastrutture e delle altre funzioni che caratterizzano la natura stessa di un moderno Stato sociale con la ormai evidente e inarrestabile tendenza a una radicale trasformazione di quel fattore “lavoro umano” su cui l’attuale sistema tributario fa in gran parte leva?

È ragionevole che, nella perdurante promiscuità tra ciò che è spesa assistenziale e ciò che è spesa previdenziale, il sistema perseveri nella finzione di una contribuzione previdenziale che finanzia anche la parte delle future prestazioni pensionistiche fino a concorrenza della “pensione sociale minima”, oppure va colta l’occasione del mutamento in atto per cambiare radicalmente impostazione?

Gli incentivi fiscali con cui si rende ancor più vantaggioso, di quanto già non sia, il ricorso all’automazione non rischia nel medio-lungo periodo di trasformarsi nella classica azione di chi sega poco avvedutamente il ramo su cui è seduto, se non viene accompagnato da processi di riforma del prelievo tributario volti a fare in modo che questi incentivi premino e giustamente invoglino agli investimenti di start up e di rinnovo, ma si inseriscano anche in un contesto in cui poi il lavoro delle macchine contribuisce al mantenimento dello Stato almeno quanto il lavoro dell’uomo e forse anzi un quid in più?

Le due principali tavole rotonde del forum (“Il piano Industria 4.0: rischio o opportunità” e “La robot tax: una tassa equa o ingiusta?”) mettono insieme imprenditori, esperti tributari, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti politici per cercare di ragionare sui pro e sui contro che accompagnano le diverse risposte che possono essere date a ciascuna delle precedenti domande e ad altre ancora, lasciando infine un momento di conclusioni a chi rappresenta il mondo delle imprese e quello dei loro consulenti per eccellenza, i commercialisti.

La pianificazione del futuro, nel fisco come altrove, è del resto questione di metodo.
Messe a fuoco le domande e vagliate le implicazioni delle possibili risposte, le soluzioni tecniche per costruire la strada che accompagni nella direzione voluta, o quanto meno immaginata, sono l’ultimo dei problemi.

Il punto è trovare il tempo per uscire dallo stress della contingenza e per inserire in un quadro che abbia senso compiuto frasi e parole d’ordine, come “tassare meno i redditi e più i consumi” o “tagliare il cuneo fiscale”, che sono senz’altro importanti, ma che, senza questo presupposto, finiscono per essere poco più che luoghi comuni ripetuti per sentito dire e senza sapere dove si vuole andare.
Un po’ di quel tempo, per cominciare, potrebbe essere proprio il pomeriggio del prossimo 23 settembre al Teatro Carignano. Vi aspettiamo.

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