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Sabato, 15 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

IL PUNTO / PROCEDURE CONCORSUALI

Esclusa l’anticipazione del termine di risoluzione del concordato

La risoluzione prescinde dalla scadenza dei termini di adempimento delle obbligazioni

/ Antonio NICOTRA

Giovedì, 26 settembre 2019

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Nell’ambito della procedura concordataria, ciascuno dei creditori, ai sensi dell’art. 186 del RD 267/42, può chiedere la risoluzione del concordato preventivo in presenza di un inadempimento che non sia di “scarsa importanza”.

Il comma 3 dell’art. 186 del RD 267/42 – ma analoga disposizione si rinviene anche per il concordato fallimentare nell’art. 137 comma 6 del RD 267/42 – stabilisce che il ricorso per la risoluzione deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto dal concordato preventivo.

La norma, tuttavia, non precisa se il dies a quo del termine annuale per la proposizione della domanda di risoluzione del concordato preventivo possa essere “anticipato” ad un momento antecedente “l’ultimo

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