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Venerdì, 22 novembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Telecamere nascoste sul luogo di lavoro ammesse, ma solo come estremo rimedio

/ REDAZIONE

Venerdì, 18 ottobre 2019

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza del 17 ottobre 2019, ha ritenuto ammissibile l’installazione di telecamere nascoste nel caso in cui il datore di lavoro abbia il fondato sospetto che siano stati commessi furti all’interno della sua azienda.

Nel caso concreto l’installazione delle telecamere senza preventivamente avvisare i lavoratori aveva avuto come esclusiva finalità quella di accertare la realizzazione di condotte illecite tali da ledere la proprietà aziendale e, quindi, provocare un danno patrimoniale all’azienda.
Del resto, nella fattispecie portata all’attenzione della Grande Camera, l’area oggetto di controllo era aperta al pubblico (si trattava di un supermercato, ndr) e l’utilizzo delle apparecchiature di videosorveglianza non visibili era avvenuto con modalità tali da non incidere sulla privacy dei dipendenti.

Come dichiarato dal Presidente del Garante per la privacy, Antonello Soro, in un comunicato stampa, la sentenza in questione, pur ammettendo l’utilizzo di telecamere nascoste a certe condizioni, conferma dunque il principio di proporzionalità in materia di controlli a distanza, in quanto dalla stessa emerge che “la videosorveglianza occulta è ... ammessa solo in quanto extrema ratio, a fronte di «gravi illeciti» e con modalità spazio-temporali tali da limitare al massimo l’incidenza del controllo sul lavoratore. Non può dunque diventare una prassi ordinaria”.

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