ACCEDI
Sabato, 16 maggio 2026 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

L’accesso al credito ha senso solo con una prospettiva di ripresa all’orizzonte

Mercoledì, 15 aprile 2020

x
STAMPA

Gentile Redazione,
nella interpretazione della crisi sanitaria generata dall’emergenza COVID-19, al momento, le autorità di Governo centrali e periferiche, si sono limitate, senza molta “fantasia” ed innovazione, alla lectio facilior del “restate a casa” e del “distanziamento sociale”; auspicando e prolungando una situazione di surplace che, nel breve, genera facile consenso, ma che il Paese non potrà permettersi ancora a lungo.

Non pervenuta, almeno per ora, la lectio difficilior, quella legata ripartenza delle attività produttive e dei servizi.
Se il buon giorno si vede dal mattino, come recita il noto detto popolare, non c’è da stare molto tranquilli.
Concentrati come sono i nostri governati sul solo tema liquidità che certamente serve a curare, nell’immediato, i primi sintomi dell’emergenza, non paiono affatto occuparsi di come affrontare la malattia, molto più lunga ed aggressiva, della mancanza di fatturato, quindi della produzione di reddito, di imprese, artigiani e liberi professionisti.

Il pannicello caldo del facile accesso al credito che, tradotto in parole povere, significa maggiori debiti per chi vi ricorre, può avere un senso solo se c’è una prospettiva di ripresa economica all’orizzonte; altrimenti significherebbe, per molti, semplicemente rinviare di qualche mese una chiusura, con un livello di indebitamento superiore a quello iniziale.

Si nota, ancora una volta, un differente ed ingiustificato trattamento tra lavoratori dipendenti, da un lato, ed imprese e libere professioni, dall’altro; ai primi si dà, senza chiedere nulla in cambio, ai secondi si presta in attesa di restituzione.
Una differenza netta che, senza voler colpevolizzare nessuno, rischia, tuttavia, di aumentare le differenze tra chi è protetto, sempre, e chi vive esposto alle intemperie.

Forse anche per queste categorie produttive, si potrebbe prevedere qualcosa di diverso, qualcosa di meglio.


Francesco Castria
Consigliere ODCEC di Parma

TORNA SU