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Sabato, 4 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Per la validità del DURC si ritorna alla previsione del decreto Cura Italia

/ REDAZIONE

Sabato, 6 giugno 2020

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La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circ. n. 15/2020 pubblicata ieri, riepiloga le novità apportate dal DL 34/2020 (decreto Rilancio), analizzando anche alcuni aspetti critici, come ad esempio i continui rimandi al DL 18/2020 (Cura Italia) e ad altre fonti normative, che creano confusione e problemi ai professionisti che devono applicare tali disposizioni.
La circolare si sofferma principalmente sulle diverse novità apportate in materia di: sospensione dei termini di versamento, documenti unici di regolarità contributiva (DURC), cassa integrazione, aiuti e sostegni ai lavoratori autonomi, subordinati e parasubordinati, alle imprese e alle famiglie. Tra le diverse criticità riscontrate nel decreto “Rilancio”, una in particolare riguarda il periodo di validità del DURC.

L’art. 103 comma 2 del DL 18/2020 aveva previsto che i DURC in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile sarebbero rimasti validi fino al 15 giugno 2020. In sede di conversione, la validità dei DURC in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio era stata prolungata per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (pertanto fino al 29 ottobre 2020). In altre parole, la norma aveva ampliato sia il periodo di scadenza, sia il periodo di validità.

Pochi giorni dopo, l’art. 81 comma 1 del DL 34/2020 ha ristabilito la situazione come prevista originariamente dal decreto Cura Italia. Pertanto la validità dei DURC in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile rimangono validi fino al 15 giugno 2020.
Sul punto, INPS e INAIL hanno difatti confermato le istruzioni impartite rispettivamente con il messaggio n. 1374/2020, con la nota 26 marzo 2020 e la circ. n. 11/2020 (si veda “I DURC in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile restano validi fino al 15 giugno” del 22 maggio).

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