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Sabato, 19 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Niente bonus adeguamento per l’acquisto di un ulteriore ascensore

Deve trattarsi di interventi sui luoghi di lavoro prescritti da disposizioni normative o da linee guida per la riapertura

/ Pamela ALBERTI

Giovedì, 17 settembre 2020

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L’Agenzia delle Entrate, con le risposte a interpello nn. 361 e 362 pubblicate ieri fornisce ulteriori indicazioni in merito all’ambito applicativo del credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro di cui all’art. 120 del DL 34/2020.

In sintesi, il citato art. 120 ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’Allegato.

Gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus, tra cui rientrano espressamente: quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza (interventi prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali); gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (circ. Agenzia delle Entrate n. 20/2020).

Tanto premesso, con la risposta n. 361 viene analizzato il caso di una società che intende acquistare e installare un nuovo ascensore, considerato che il numero di ascensori attualmente presente non sarebbe in grado di garantire il rispetto delle prescrizioni anti-COVID.
Con riferimento agli ascensori, il DCPM del 17 maggio 2020 e le Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive regionali prevedono esclusivamente che: “L’utilizzo degli ascensori dev’essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale, pur con la mascherina, prevedendo eventuali deroghe in caso di componenti dello stesso nucleo familiare/gruppo di viaggiatori”. Si tratta, quindi, di prescrizioni destinate a regolamentare l’uso degli impianti esistenti, che non impongono in alcun modo l’incremento degli ascensori, al fine a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza.
Di conseguenza, le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto e l’installazione di un ulteriore ascensore sono escluse dall’agevolazione.

Nell’ambito della risposta n. 362 vengono invece analizzati una serie di interventi in attrezzature/impianti finalizzati alla modifica del layout della struttura che si intendono effettuare al fine di rispettare le norme finalizzate al contenimento del contagio.

Un primo intervento riguarda le spese relative alla redistribuzione degli spazi interni (ad esempio, per la creazione di una zona medica asettica con ingresso dall’esterno, revisione dello spogliatoio e del bagno destinato al personale e al titolare,ecc). Si chiede se possono beneficiare dell’agevolazione le spese sostenute per il rifacimento della pavimentazione e dell’impianto elettrico, posto che tali interventi comportano lo spostamento delle pareti interne e, quindi, il danneggiamento di parte della pavimentazione esistente e dell’impianto.

Secondo l’Agenzia, fermo restando i requisiti generali richiesti, possono beneficiare dell’agevolazione tutti i costi relativi ad interventi accessori per i quali risulti dimostrabile (in termini di relazione causa-effetto) che la relativa realizzazione si è resa necessaria a seguito della messa in atto di quelli principali (agevolabili).

Sono pertanto agevolabili le spese edilizie sostenute per il ripristino della pavimentazione degli ambienti nei quali risulta danneggiata la pavimentazione a seguito della rimodulazione degli stessi, nonché le spese di rifacimento dell’impianto elettrico, compromesso dallo spostamento delle pareti interne a causa della rimodulazione degli ambienti.

Agevolabili gli interventi accessori alla rimodulazione degli spazi

Sono invece esclusi gli interventi accessori che si riferiscano a zone diverse da quelle oggetto di rimodulazione, anche se realizzati per ragioni di carattere economico ed estetico.
Non rientrano, inoltre, tra le spese agevolabili quelle sostenute per l’acquisto di un compattatore, per l’installazione di un impianto di condizionamento/areazione e per l’installazione di un montacarichi, non essendo riconducibili né agli interventi edilizi né gli interventi per l’acquisto di arredi di sicurezza.

In merito alla cumulabilità, viene poi ribadito che in caso di sovrapponibilità del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro con ulteriori agevolazioni previste, potrà essere effettuato il cumulo delle stesse, sino al limite massimo della copertura totale dei costi sostenuti, sempreché queste ultime non dispongano di alcuna specifica limitazione.

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