X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Giovedì, 29 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

L’imposta di bollo sugli assegni circolari grava su banca e cliente

/ REDAZIONE

Sabato, 19 settembre 2020

x
STAMPA

Con la risposta a interpello n. 382, pubblicata ieri, l’Amministrazione si sofferma sul pagamento dell’imposta di bollo sugli assegni circolari.
In primo luogo, viene ricordato che, a norma dall’art. 10 della Tariffa allegato A, parte I, allegata al DPR 642/72, gli assegni circolari emessi in conformità al RD 21 dicembre 33 n. 1736 sono soggetti a imposta di bollo fin dall’origine nella misura del 6 per mille per ogni anno.

Per quanto concerne la soggettività passiva al tributo, sono obbligati in solido al pagamento dell’imposta di bollo sugli assegni circolari diversi da quelli in forma libera sia la Banca che il cliente che ne richiede l’emissione, atteso che l’art. 22 del DPR 642/72 prevede la responsabilità solidale per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni a carico:
- non solo di “tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni del presente decreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti”;
- ma anche di tutti coloro che fanno uso “di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall’origine senza prima farlo munire del bollo prescritto”.

Un eventuale accordo tra banca e cliente che addebitasse a questo ultimo l’imposta di bollo sarebbe nullo a norma dell’art. 23 del DPR 642/72, secondo cui “i patti contrari alle disposizioni del presente decreto, compreso quello che pone l’imposta e le eventuali sanzioni a carico della parte inadempiente o di quella che abbia determinato la necessità di far uso degli atti o dei documenti irregolari, sono nulli anche tra le parti”.
Tuttavia, l’Agenzia conclude affermando che “l’eventuale accordo in merito all’addebito al cliente dell’imposta di bollo non è disciplinato dal d.P.R. n. 642 del 1972 e, come tale, esula dalle competenza della scrivente”.

TORNA SU