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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Per il visto di conformità per l’opzione superbonus basta la rispondenza formale

Da verificare il contenuto dei documenti rispetto ai requisiti e a quanto riportato nella «Comunicazione» di opzione

/ Enrico ZANETTI

Venerdì, 25 settembre 2020

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Per poter optare per lo sconto sul corrispettivo o la cessione del credito quando la detrazione “edilizia” spetta nella versione “superbonus al 110%”, il comma 11 dell’art. 119 del DL 34/2020 richiede il rilascio del visto di cui all’art. 35 del DLgs. 241/97, per attestare la “conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta”.

Il compito del soggetto preposto al rilascio, sotto propria responsabilità, del visto non è verificare la rispondenza sostanziale (ossia la veridicità) dei dati che risultano dalla documentazione che gli viene prodotta, bensì verificare:
- in primo luogo, l’esistenza di tutti i documenti necessari al fine di comprovare la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta in “versione super-bonus al 110%” (per l’elenco dei documenti, si veda lo Speciale Eutekne.info n. 25 “Sconto sul corrispettivo e cessione del credito per le detrazioni «edilizie»”);
- in secondo luogo, la rispondenza formale del contenuto di quei documenti a quanto prescritto dalla legge ai fini della spettanza del superbonus al 110% ed a quanto riportato nella “Comunicazione” di opzione ex art. 121 del DL 34/2020 presentata dal beneficiario o dal condominio.

Una volta acquisita la documentazione propedeutica al rilascio del visto, devono essere effettuati i controlli di conformità. 

Deve essere verificata la rispondenza formale del soggetto beneficiario che presenta la “Comunicazione” di opzione (oppure dei soggetti indicati come beneficiari dal condominio che presenta la “Comunicazione” di opzione) con il soggetto cui risultano intestati i documenti di spesa e le ricevute attestanti i pagamenti, come eventualmente integrati mediante apposite annotazioni sui documenti medesimi (oppure con il documento di riparto “millesimale” tra i condòmini) delle spese sostenute dal condominio.

Nel caso di “Comunicazione” di opzione relativa a interventi di riqualificazione energetica, il controllo di conformità attiene alla rispondenza formale dell’asseverazione di efficienza energetica, redatta ai sensi dell’art. 119 comma 13 lett. a) del DL 34/2020, sia rispetto alla tipologia di intervento indicata nella “Comunicazione”, sia rispetto alla presenza nell’asseverazione delle attestazioni richieste dalla legge: 
- attestazione di sussistenza dei requisiti “tecnici” dei singoli interventi; 
- attestazione di sussistenza del requisito di “miglioramento di classe energetica” (almeno due, oppure, ove non possibile, quella più alta) determinato dagli interventi nel loro complesso; 
- attestazione di congruità delle spese sostenute per gli interventi; 
- attestazione che gli interventi hanno rispettato le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.

Nel caso di “Comunicazione” di opzione relativa a interventi di miglioramento sismico, oggetto di verifica è la rispondenza formale dell’asseverazione di efficienza energetica, redatta ai sensi dell’art. 119 comma 13 lett. b) del DL 34/2020, sia rispetto alla tipologia di intervento indicata nella “Comunicazione”, sia rispetto alla presenza nell’asseverazione delle attestazioni richieste dalla legge: 
- attestazione dell’efficacia degli interventi ai fini della riduzione del rischio sismico;
- attestazione di congruità delle spese sostenute per gli interventi.

I controlli di conformità attengono anche alla rispondenza formale tra ammontare delle spese e periodo di sostenimento delle stesse indicati nella “Comunicazione” e dati che emergono dalla documentazione di spesa e di pagamento, tenuto anche conto dei livelli di spesa attestati come congrui nelle apposite asseverazioni e dei tetti massimi di riconoscimento delle spese sostenute previsti dalla legge con riguardo a ciascuna tipologia di intervento.

Nel caso di “Comunicazione” di opzione relativa a interventi che vengono “trainati” nel superbonus, è oggetto di verifica la rispondenza formale tra quanto emerge anche dalla documentazione di spesa relativa agli interventi “trainanti” e il requisito di legge della “effettuazione congiunta” con uno degli interventi “trainanti”.

Va poi verificata la rispondenza formale tra immobile identificato nella “Comunicazione” quale oggetto degli interventi e immobile oggetto dei medesimi quale risultante dalla documentazione (poiché il modello di “Comunicazione” non chiede di specificare se l’immobile identificato è un edificio unifamiliare, una unità immobiliare “indipendente e autonoma”, un edificio condominiale residenziale o non residenziale, oppure una unità immobiliare “normale” residenziale o non residenziale, questo tipo di verifica di conformità esula dai doveri di controllo del soggetto che rilascia il visto sulla “Comunicazione”). 

Infine, i controlli di conformità che devono essere effettuati attengono anche alla: 
- rispondenza formale tra tipologia di opzione indicata nella “Comunicazione” (sconto sul corrispettivo o cessione del credito) e tipologia di opzione risultante dalla documentazione;
- rispondenza formale tra ammontare del credito di imposta corrispondente alla detrazione oggetto di opzione e regole di determinazione dello stesso, in funzione della tipologia dell’intervento e dell’ammontare di spese sostenute riportati nella “Comunicazione” di opzione, la cui conformità alla sottostante documentazione è stata previamente verificata;
- rispondenza formale tra i dati dei fornitori e/o dei cessionari indicati nella “Comunicazione” di opzione e i dati dei medesimi quali risultanti dalla documentazione.

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