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Venerdì, 27 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Non sempre si applica il regime degli impatriati con smart working dall’Italia

Il trasferimento per lavorare da remoto per il datore estero non è meritevole dell’agevolazione se il lavoro è la continuazione di un rapporto precedente

/ Marcello ASCENZI

Venerdì, 16 ottobre 2020

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Lo sviluppo tecnologico, assieme a nuovi modelli di organizzazione dell’attività lavorativa di tipo agile, consente, per alcune tipologie di lavoro, la possibilità di rendere la prestazione da un qualsiasi luogo grazie ai sistemi evoluti di connessione. Tramite tali sistemi il personale assunto all’estero da un datore di lavoro non residente potrebbe decidere di trasferirsi in Italia prestando la propria attività da remoto. Il fenomeno è destinato a crescere visto che la tecnologia sta sviluppando modalità di comunicazione sempre più evolute e in grado di abbattere le distanze. Tuttavia, la gestione del personale di un’azienda estera priva di strutture sul territorio italiano, da un punto di vista fiscale e previdenziale, presenta criticità.

In applicazione della lex loci laboris ...

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