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Martedì, 24 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Rifiuto della fattura da parte della P.A. senza effetti sull’emissione del documento

/ REDAZIONE

Sabato, 31 ottobre 2020

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Con il principio di diritto n. 17 pubblicato il 30 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione del momento di emissione delle fatture relative a prestazioni dipendenti da contratti di appalto effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Si premette che tali operazioni, qualificandosi come prestazioni di servizi, si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo o, se antecedente, all’atto dell’emissione della fattura (art. 6 commi 3 e 4 del DPR 633/72).
Quest’ultima, di regola, deve essere emessa, al più tardi, entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (art. 21 comma 4 del DPR 633/72).

Secondo quanto chiarito dall’Agenzia è ammissibile che il momento di emissione della fattura sia stabilito dagli accordi tra le parti (prevedendo, ad esempio, l’emissione a seguito della verifica e dell’accettazione della prestazione), ma detto termine deve essere antecedente rispetto al pagamento del corrispettivo.

Si aggiunge, poi, che laddove la fattura sia emessa verso la P.A. in deroga agli accordi contrattuali, ma nel rispetto delle norme IVA, essa si intende trasmessa in via elettronica, ai sensi dell’art. 21 comma 1 del DPR 633/72, e ricevuta dall’amministrazione destinataria solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna da parte del Sistema di Interscambio (art. 2 comma 4 del DM 55/2013).
Pertanto, anche a fronte del successivo rifiuto della fattura da parte della P.A. (le cui condizioni e modalità sono state recentemente disciplinate con DM 132/2020), il documento si considera comunque emesso.

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