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Martedì, 24 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Con l’invio mensile dei dati al Sistema TS un ulteriore aggravio di tempi e costi

Venerdì, 6 novembre 2020

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Caro Direttore,
noi commercialisti siamo stanchi di essere usati e caricati di lavoro solo per sopperire alle esigenze di una burocrazia italiana che non si assume nessuna responsabilità.
Ma sono stanchi anche i cittadini delle numerose e copiose situazioni a loro danno che incidono sulle famiglie, sui figli e sui loro redditi.

Non era il Ministro Gualtieri che al congresso nazionale ALI (Lega delle autonomie locali), tenutosi a Napoli il 16 e 17 luglio 2020, ha dichiarato “Vogliamo semplificare” e ancora “L’Italia è un paese che cresce troppo poco e in maniera disomogenea”?

E allora, come commercialista e come la categoria di cui faccio parte mi chiedo cosa significhi per il Ministro Gualtieri “semplificare”, perché è evidente come vi sia una scollatura fin dalla radice non rivelandosi nel suo significato più alto quale “ridurre, rendere semplice, agevolare” oppure, se proprio volessimo avventurarci nel significato appartenente alla logica matematica, quale “scomporre, dividere, frazionare”.
E quindi di che tipo di semplificazione parlava il Ministro appena qualche settimana fa?

In questi giorni, in nome della “semplificazione”, con un decreto del MEF del 19 ottobre 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 ottobre 2020, il Governo ha ulteriormente aggravato, e dunque non semplificato, l’aspetto burocratico della trasmissione dei dati al Sistema tessera sanitaria che i contribuenti sostengono per le spese sanitarie e veterinarie.

Un decreto, questo, che ancora una volta beffeggia noi commercialisti e, sempre in nome della semplificazione, ci costringe a trasmettere mensilmente i dati del contribuente al Sistema tessera sanitaria (TS) con ulteriore aggravio di tempi e costi che lo studio sopporta e che nessuno paga, facendoci quindi sentire (come professionisti intendo) una semplice estensione dell’Agenzia delle Entrate, tuttavia con le responsabilità che solo noi abbiamo.

E per il cittadino invece che succede?
Anche il cittadino avrà molto da ridire sul famoso sistema di “semplificazione” del Ministro, dal momento che l’aggravio burocratico comincia a diventare insostenibile (pagamento tracciato, sennò la spesa potresti averla non sostenuta perciò indetraibile, piuttosto che dati personali comunicati o non comunicati, ecc.). Una vera e propria confusione.

Una ulteriore voce inascoltata rimane quella comune di professionisti e imprese che trattano questi dati e che in qualche modo devono sottostare a questa “semplificazione” attraverso il proprio commercialista!

Insomma, penso che una semplificazione del nostro sistema fiscale urga nel nostro bel Paese anche perché non possiamo più permetterci di fare annunci e poi non mantenere le promesse o quanto meno non possiamo più permetterci che il nostro sistema politico prima dica una cosa e poi ne faccia un’altra.


Claudio Miglio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma

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