X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Domenica, 28 febbraio 2021

IL CASO DEL GIORNO

Il trasferimento di beni a sé stessi concorre alla formazione del plafond

/ Mirco GAZZERA

Lunedì, 18 gennaio 2021

x
STAMPA

download PDF download PDF

Il soggetto passivo italiano che invia beni in un altro Stato membro dell’Ue per le esigenze della sua impresa effettua un’operazione assimilata a una cessione intracomunitaria (art. 41 comma 2 lett. c) del DL 331/93). Anteriormente al trasferimento dei beni, tale soggetto, se privo di una stabile organizzazione nell’altro Stato membro, è tenuto a ivi identificarsi ai fini IVA mediante la nomina di un rappresentante fiscale o l’identificazione diretta. L’adempimento è necessario, innanzitutto, per rilevare l’acquisto intracomunitario dalla propria posizione IVA italiana. La registrazione IVA nell’altro Stato membro sarà utilizzata, inoltre, nel caso i beni trasferiti siano poi ceduti in detto Stato e l’imposta non debba essere assolta dal cessionario

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU