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Giovedì, 4 marzo 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Fermiamoci un attimo, non si devono presentare le liste del CNDCEC

Martedì, 9 febbraio 2021

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Gentile Redazione,
stiamo vivendo, all’interno della governance di categoria, ore concitate perché c’è una scadenza fissata a venerdì prossimo.

Ci stiamo avvicinando a questa scadenza in un momento che è, a dir poco, caotico:
- gli Ordini territoriali sono in prorogatio in attesa di poter votare (pandemia, voto elettronico e poi ricorso al TAR hanno bloccato le elezioni territoriali);
- abbiamo un momento politico nazionale difficile di fatto con un Ministero senza referente politico;
- abbiamo una scadenza elettorale (quella del Consiglio nazionale) che incredibilmente non è stata, al pari di quella territoriale, sospesa dal Ministero;
- abbiamo decine di pareri, e un principio sano che ci dice che il nuovo Consiglio nazionale dovrebbe essere eletto dai nuovi Ordini territoriali;
- abbiamo un emendamento (“Currò”) contenuto in un veicolo legislativo che, se approvato, porterebbe allo scioglimento degli Ordini territoriali in caso di elezione del Consiglio nazionale, con la conseguenza che gli Ordini locali sarebbero decaduti senza poter aver svolto le elezioni e quindi sarebbero commissariati.

In questo clima di totale incertezza chiedo, da Presidente di Ordine locale da soprattutto da professionista iscritto a una categoria in grossa difficoltà, ai due leader degli schieramenti che si stanno formando di fare un passo indietro o un passo laterale: un gentleman agreement, per il bene della categoria! Nessuno presenti una lista, le elezioni del CN non si tengano! E non si tengano perché non possiamo permetterci di commissariare tutti gli Ordini di Italia, questo da dirigente di categoria mi sento di chiederlo a gran voce.
I nostri iscritti non capiscono, e hanno ragione a non capire. I nostri iscritti hanno bisogno di una governance solida, condivisa. Non lacerata e figlia di ricorsi giudiziali o peggio svuotata da nuovi potenziali ricorsi.

Fermiamoci un attimo a riflettere, a consentire che il cielo si schiarisca, che le regole ci siano e che il processo democratico di voto si svolga con regole certe che non permettano ricorsi.
E poi fermiamoci tutti, noi Presidenti, noi Consiglieri, noi singoli professionisti che apparteniamo a una categoria: fermiamoci a riflettere SOLO sull’interesse comune.

Abbiamo bisogno anche noi, come il nostro Paese, di una guida che metta insieme il meglio che la nostra professione può esprimere: le idee di cosa serve a questa professione e a questa categoria sono note a tutti e sono quei quattro o cinque punti programmatici che sicuramente saranno i pilastri di qualsiasi schieramento elettorale.

Per favore fermiamoci, perché le istituzioni sono passione, e solo così dobbiamo ragionare, chiunque ci governerà dovrà avere la lungimiranza di disegnare un futuro ma dovrà essere animato da passione per questa professione e soprattutto essere legittimato da un voto forte, certo e sincero.
E che una volta per tutte vinca la democrazia con ciò affermando non solo che il processo di voto sia limpido, ma anche che chi ha perso accetti la sconfitta! E se invece si tratta di trovare un consenso comune, frutto di compromessi, che questi ultimi siano compromessi che si possano mostrare in pubblico perché vorrebbe dire che sono stati presi per il bene della categoria.


Alberto-Maria Camilotti
Presidente ODCEC di Udine

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