Il mancato rinvio dei versamenti di oggi si spiega solo con la bacchetta magica
Caro Direttore,
forse non ci siamo accorti che il Ministro dell’Economia Franco o il Presidente del Consiglio Draghi hanno una bacchetta magica nascosta ma funzionante!
Questa è l’unica spiegazione per avere mantenuto senza tentennamenti la scadenza di oggi, 16 marzo 2021, in cui, come ricorda in modo asettico il sito dell’Agenzia delle Entrate vi sono oltre 70 versamenti e adempimenti, e questo mentre tutta l’Italia torna in zona rossa e le attività che avevano iniziato a riaprire debbono chiudere (quelle che non erano partite non si risvegliano!).
Come viene correttamente ricordato il 16 marzo debbono essere versate, eventualmente in rate mensili ma comunque entro giugno, anche le imposte ed i contributi che erano stati differiti a novembre e dicembre 2020.
Quindi in una data sola si sommano mesi e mesi di pagamenti correnti e differiti: nel frattempo che cosa è cambiato?
I c.d. ristori sono un’araba fenice (che vi sia ognun lo dice…); il prodotto interno precipita, cresce invece la disoccupazione, in mancanza di una programmazione a medio termine; ma comunque l’invito è di passare alla cassa per i debiti cumulati.
La richiesta più volte avanzata di mettere un punto fermo al piccolo cabotaggio dei rinvii e spalmare il debito cumulato in alcuni anni rimane lettera morta, viene promessa una sanatoria per cartelle di pagamento talmente vecchie che non interessano più a nessuno mentre lo scenario presente è meglio dimenticarlo.
Allora la soluzione non può che essere la bacchetta magica, perché le forze umane di tanti commercialisti che si arrabattano nel mantenere in vita i clienti nello slalom tra le scadenze non possono superare i limiti.
Harry Potter ha riportato in auge il mitico bastoncino in Inghilterra vent’anni fa: ora vediamolo in azione anche in Italia!
Alberto Arrigoni
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano
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