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Mercoledì, 14 aprile 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Devono essere i nuovi Ordini locali a votare il prossimo Consiglio nazionale

Mercoledì, 31 marzo 2021

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Gentile Redazione,
ho letto con grande interesse e con grande sorpresa l’articolo di Savino Gallo di ieri, martedì 30 marzo 2021, dal titolo “De Nuccio e Moretta pronti alla lista unitaria per il prossimo CNDCEC”.
Da quanto letto mi sembrerebbe di capire che la via d’uscita da questo momento così terribile per la professione del dottore commercialista sia la formazione di una lista unica per far svolgere, velocemente, le elezioni per il rinnovo del Consiglio azionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, anche facendo venir meno il sacrosanto diritto degli Ordini locali (eletti dagli iscritti) di eleggere il proprio Consiglio nazionale.

Ora, se così fosse, al di là della stima per due ottimi dirigenti della nostra categoria e, soprattutto, due amici, ritengo che la proposta di sbloccare lo stallo elettorale attraverso la presentazione di una lista unitaria per le elezioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili non sia proprio la soluzione necessaria alla nostra categoria per uscire da una situazione di grande difficoltà e, soprattutto, non sia proprio ciò che i colleghi, stanchi disaffezionati e lontani dalle nostre istituzioni, si attendono.

Non è certo l’intesa tra Moretta e De Nuccio, leader dei due schieramenti in campo per contendersi il vertice del CNDCEC, per la presentazione di una lista unitaria a destare l’interesse di una categoria allo stremo.

Al di là di ogni considerazione giuridica, anche se appare chiaro e condivisibile, come il Ministero ha chiaramente spiegato, che a votare il prossimo Consiglio nazionale debbano essere i nuovi Ordini locali e non quelli attuali, il cui mandato è peraltro scaduto da quasi tre mesi, ciò che non “torna” è il concetto che la compattezza della categoria è mostrata da una lista unitaria per l’elezione del Consiglio nazionale senza dover aspettare il rinnovo degli Ordini locali.

A bene vedere, al massimo, può trattarsi della compattezza della maggioranza (oltretutto, ne siamo certi?) dei Presidenti degli Ordini in prorogatio (quanti di questi saranno, poi, i Presidenti dei rinnovati Ordini locali?), ma, di certo, non siamo di fronte alla ritrovata compattezza dei 120.000 iscritti al nostro Ordine.
I colleghi vogliono ben altro e vogliono essere protagonisti (ed è, forse, l’ultima volta che si impegneranno per cambiare le cose prima di allontanarsi definitivamente, se delusi non dall’esito del voto ma dai metodi, dalle nostre istituzioni) del cambiamento delle cose.

La strada è ben chiara: si voti il prima possibile (anche attraverso un provvedimento normativo) per il rinnovo degli Ordini locali e i Consigli degli Ordini neoeletti (così come prevede il DLgs. 139/2005) eleggano il nuovo Consiglio nazionale che sarà così, e solo così, la rappresentazione della volontà degli iscritti.
Ogni altra strada non è condivisibile!


Riccardo Losi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma

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