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Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Per la ripresa bisogna creare fiducia e ognuno deve fare la sua parte

Martedì, 27 aprile 2021

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Egregio Direttore,
mi trovo a casa in isolamento e osservo, con maggiore attenzione, ciò che sta accadendo.
Viviamo in un momento “sospeso” dove tutto è precario, dove le certezze vacillano, dove cose scontate che prima avevamo ora sono messe in discussione a partire dal “coprifuoco”.

Nel frattempo per noi commercialisti è come se non fosse successo niente; continuiamo con i nostri adempimenti che non ci danno tregua tra mille difficoltà operative, continuiamo a effettuare gli adempimenti dettati dalla normativa d’emergenza che ci costringono a perdere intere giornate dietro istanze, richieste di contributi, documenti per le banche, ecc.; nel mentre, abbiamo la stagione dei bilanci da chiudere e siamo costretti continuamente a tergiversare con i clienti spiegando che stiamo provvedendo e che prima possibile faremo tutto.
In questo contesto, noi rimaniamo a fianco alle nostre aziende condividendo preoccupazioni e tensioni che necessariamente si ripercuotono all’interno dei nostri studi.

Ci hanno insegnato che in economia assumono un ruolo fondamentale la “fiducia” e “l’ottimismo” per il futuro; allora perché non puntare su questi aspetti e prepararci per la ripresa che – sono sicuro – ci sarà.
Ognuno però deve fare la propria parte a iniziare da chi ci governa.

Occorre immettere fiducia nel sistema e ciò sicuramente non si fa sbandierando a destra e a manca in ogni occasione che sono in arrivo centinaia di migliaia di avvisi di accertamento e di cartelle esattoriali; non si fa limitando i superbonus edilizi al 2022 e complicandone in modo esagerato le regole scoraggiando le PMI non adeguatamente strutturate ad abbandonare questa grandissima opportunità – soprattutto per la parte relativa alla cessione dei crediti – che potrebbe davvero diventare uno strumento “a regime” in grado di far emergere il “nero” e in grado di foraggiare di liquidità le imprese e le famiglie; non si fa con un normativa d’emergenza che oggi va in una direzione e domani in un’altra disorientando gli operatori economici.

La fiducia si crea “liberalizzando”, “semplificando” e mettendo un punto sul passato. Occorre guardare avanti ed essere consapevoli che non sarà più come prima.

Poi ci sono le banche.
Diciamo le cose come stanno: hanno avuto finora un ruolo importante per la tenuta del sistema, ma lo hanno fatto soprattutto grazie alle garanzie pubbliche. Adesso tocca alle banche essere vicine alle imprese e alle famiglie ritornando al loro core business tradizionale di imprese che concedono crediti; occorre allentare i parametri di affidabilità e finanziare i progetti e le iniziative meritevoli guardando al futuro e non ai risultati pregressi.

Poi ci sono i media.
Debbono smetterla di commentare continuamente i disastri “sanitari” ed “economici” che il COVID ha causato; dovrebbero invece commentare e parlare del Recovery plan e delle enormi opportunità che si prospettano per il futuro in tutti i settori a partire dal green, dai territori e dal turismo.

Infine ci siamo noi.
Dobbiamo essere ottimisti; passerà e ci sarà un nuovo inizio con grandissime opportunità per i nostri clienti e per i nostri studi.
Buon lavoro a tutti.


Giuseppe Mazzara
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Trapani

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