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Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

In arrivo la proroga dello smart working semplificato al 30 settembre

Il decreto Sostegni-bis dovrebbe introdurre anche due ulteriori mensilità di REM

/ Elisa TOMBARI

Mercoledì, 5 maggio 2021

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Dopo una prima proroga al 31 luglio 2021, operata dal DL 52/2021, c.d. decreto “Riaperture” (si veda “Lavoro agile semplificato verso la proroga” del 21 aprile 2021), la bozza del decreto “Sostegni-bis” fa slittare ulteriormente il regime semplificato di smart working ex art. 90, commi 3 e 4 del DL 34/2020 (conv. L. 77/2020), rendendolo operativo fino al 30 settembre 2021.

L’ipotesi di portare lo smart working semplificato oltre l’estate risponde fondamentalmente a due esigenze di carattere pratico: da un lato, quella di allineare il mondo del lavoro al possibile raggiungimento dell’immunità di gregge in seguito all’attuazione del piano vaccinazioni, dall’altro, quella di dare alle aziende il tempo necessario per disciplinare il lavoro agile “post emergenza”, che richiederà la sottoscrizione dell’accordo individuale con il lavoratore.

Come già più volte ricordato, infatti, la L. 81/2017 istitutiva dello smart working dispone che la modalità “agile” del rapporto di lavoro subordinato si realizzi mediante un accordo scritto concluso tra lavoratore e azienda, nell’ambito del quale si prevede che la prestazione lavorativa venga resa anche all’esterno dei locali aziendali, senza una postazione fissa, con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro (si veda “Smart working semplificato fino al termine dello stato di emergenza” del 13 gennaio 2021).

Altra novità contenuta nel decreto in arrivo riguarda il riconoscimento di altre due quote di reddito di emergenza (REM) per i mesi di giugno e luglio 2021, che vanno ad aggiungersi alle tre ulteriori mensilità riconosciute dall’art. 12 del DL 41/2021 c.d. decreto “Sostegni per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021 da richiedere entro il 31 maggio 2021 (si veda “Prorogato al 31 maggio il termine per presentare le domande di reddito di emergenza” del 27 aprile 2021).

L’importo del REM e i requisiti per accedervi restano invariati rispetto a quanto previsto dall’art. 12 del DL 41/2021, eccezion fatta per quello relativo al reddito familiare, che dovrà essere riferito al mese di marzo 2021. Più nel dettaglio, tali mensilità saranno erogate in due quote, ciascuna determinata in un ammontare minimo pari a 400 euro, da moltiplicare per il corrispondente parametro della scala di equivalenza prevista per la determinazione del reddito di cittadinanza.

Quanto ai requisiti, si ricorda che il beneficio spetta ai nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti socio-economici:
- un valore del reddito familiare, nel mese di marzo 2021, inferiore a una soglia pari all’ammontare di cui all’art. 82, comma 5; come previsto dal citato art. 12, per i nuclei familiari in locazione la soglia di accesso al REM viene incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione dichiarato ai fini ISEE;
- assenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui all’art. 10 del DL 41/2021;
- possesso dei requisiti di cui ai commi 2 lett. a), c) e d), 2-bis e 3, lett. a), b) e c) dell’art. 82 del DL 34/2020.

Come avvenuto per le mensilità di marzo, aprile e maggio, anche le rate di giugno e luglio 2021 dovrebbero essere riconosciute, indipendentemente dal possesso dei requisiti indicati dalla legge e nell’importo spettante ai nuclei composti da un unico componente, anche a coloro che tra il 1° marzo 2021 e il 30 aprile 2021 abbiano terminato la fruizione delle prestazioni di NASpl e DIS-COLL (si veda “Reddito di emergenza da richiedere entro il 30 aprile 2021” del 24 marzo 2021).
La domanda, da inviare all’INPS con le consuete modalità, dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2021.

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