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Venerdì, 18 giugno 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

È necessario pensare alle tempistiche elettorali e a forme di dibattito aperto

Martedì, 11 maggio 2021

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Gentile Direttore,
in questi giorni il Consiglio nazionale è al lavoro sul nuovo regolamento elettorale che dovrà accogliere le modifiche necessarie all’introduzione delle quote di genere, a seguito della recente sentenza intervenuta avanti il TAR del Lazio, nonché integrarlo con le procedure di voto elettronico già previste in autunno.

Prescindendo dal giudizio che ciascuno può legittimamente avere su ciò che è successo sin qui, mi permetto di portare all’attenzione di tutti due questioni collaterali, che a mio avviso non sono eludibili se si vuole davvero riattivare un corretto processo democratico. Mi riferisco alle tempistiche della successione dei passaggi elettorali, territoriali e nazionali, nonché alla necessità di (maggiore) consapevolezza dei programmi e dei progetti che si contenderanno la massima rappresentanza della nostra Categoria.

Entrambi temi di assoluta rilevanza e forse anche scomodi, da affrontare, per chi non condivida il celebre passo di Pericle (spesso richiamato da chi qui scrive, anche su Eutekne.info in passato): “noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia” (dal discorso agli Ateniesi, 464 a.C.).

Sulla prima questione, per quel che concerne le prossime tempistiche elettorali, va detto che occorrerebbe lasciare un tempo sufficiente tra la data delle elezioni territoriali e quella del deposito delle liste nazionali, così da dare tempo ai nuovi Consigli locali, una volta insediatisi, di contribuire fattivamente alla conferma e/o alla selezione finale dei candidati delle liste che scenderanno in campo. Lo spirito – condiviso anche dalla posizione espressa dal Ministero vigilante – del far votare la rappresentanza nazionale dai nuovi Consigli, per ottenere una piena omogeneità di indirizzo nel quadriennio di consiliatura, non può infatti esaurirsi nel mero esercizio del voto di liste predisposte antecedentemente alla loro elezione e ciò in virtù del numero (ampio) di rinnovi attesi (per ragioni oggettive derivanti dal limite dei due mandati consecutivi) di presidenze e maggioranze consiliari locali.

Sulla seconda questione, diretta conseguenza di quanto esposto poc’anzi, occorrerebbe individuare forme di confronto/dibattito, aperto e diffuso, tra chi si candiderà a rappresentare la nostra Categoria e gli iscritti che siano interessati, rappresentanti locali e/o sindacali o semplici Colleghi, anche tramite piattaforme da remoto, viste le perduranti limitazioni a incontri in presenza.

Ampliare la diffusione delle progettualità in campo non può che far bene alla consapevolezza della responsabilità di esercitare un voto coerente e trasparente con ciò che viene raccolto (e trasmesso) alla propria “base”. Esporre le progettualità sui temi di interesse comune, finanche su quelli apparentemente “divisivi”, aiuterà la consapevolezza di tutti – rappresentanti e rappresentati – sui problemi da affrontare e sulle modalità per risolverli, “avvicinando” vertice e base più di quanto non si pensi e togliendo altresì “alibi” alle, purtroppo diffuse, proteste meramente strumentali.

Credo che i tempi siano maturi per considerare la nostra Categoria all’altezza di un confronto tra progetti e non solo preda di una divisione fra tifosi.


Francesco M. Renne
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese

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