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Giovedì, 9 dicembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Responsabilità 231 per i lavori in quota da valutare in base alla protezione scelta

Il giudice deve verificare se, in relazione al sistema prescelto, il datore ha correttamente individuato e fornito strumenti idonei a minimizzare i rischi

/ Maria Francesca ARTUSI

Giovedì, 1 luglio 2021

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In caso di infortunio sul lavoro è sempre più frequente la contestazione anche della responsabilità della persona giuridica ai sensi del DLgs. 231/2001.
Così è accaduto nel caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione nella sentenza n. 29908 depositata ieri.

A seguito del decesso di un lavoratore di un cantiere edile per una caduta dall’alto, il datore di lavoro era stato ritenuto responsabile di non aver predisposto nel cantiere le c.d. linee vita. Allo stesso tempo, era stata “imputata” la società a responsabilità limitata, subappaltatrice operante presso quel cantiere, in relazione al reato di omicidio colposo con violazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 589 c.p. così come richiamato dall’art. 25-septies del DLgs.

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