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Domenica, 26 settembre 2021 - Aggiornato alle 11.50

NOTIZIE IN BREVE

Il giudizio iniziato dalla società incorporata estinta può essere proseguito dalla incorporante

/ REDAZIONE

Sabato, 31 luglio 2021

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Le Sezioni Unite della Cassazione, nella sentenza n. 21970/2021, hanno stabilito che la fusione per incorporazione estingue la società incorporata che, di conseguenza, non è soggetto di diritti e neppure ha la capacità e la legittimazione processuale per farli valere, perché trasferiti alla società incorporante o risultante dalla fusione.

Peraltro, ove la società incorporata estinta comunque intraprenda un giudizio, la società incorporante può intervenire nello stesso. A ogni soggetto interessato, infatti, è concessa tale possibilità, in relazione a un processo pendente tra altri soggetti, per far valere un proprio diritto nei confronti di tutte le parti o di alcune di esse, indipendentemente dall’effettiva esistenza, in capo al soggetto che ha inizialmente proposto la domanda giudiziale, delle condizioni necessarie al relativo esercizio.
Per cui, ai sensi dell’art. 105 c.p.c. (intervento volontario), si realizza nel processo la sostituzione del soggetto non legittimato con quello legittimato.

In particolare, l’azione a tutela di un diritto che faceva capo alla società fusa e che si è trasferito alla società incorporata può essere proposta da quest’ultima nelle forme dell’intervento in giudizio; a tali fini si dovrà conferire mandato al difensore secondo le regole generali di cui agli artt. 82 e ss. c.p.c.

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