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Venerdì, 21 gennaio 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Per opporre all’ex associato i debiti della società è da provare la qualità di socio «occulto»

/ REDAZIONE

Martedì, 26 ottobre 2021

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Il Tribunale di Milano, nella sentenza n. 4176/2021, ha ricordato come, ai sensi dell’art. 1988 c.c., il riconoscimento di debito realizzi la c.d. astrazione processuale dalla causa, invertendo l’onere della prova e dispensando, quindi, il creditore dall’onere di provare il rapporto fondamentale da cui origina il proprio credito; l’esistenza di tale rapporto fondamentale è, dunque, presunto fino a prova contraria e grava sul debitore la prova dell’inesistenza attuale di qualsiasi obbligazione che lo vincoli all’esecuzione della prestazione pretesa.

Ove la presunzione di esistenza del rapporto fondamentale derivante dal riconoscimento di debito trovi conferma in un contratto di associazione in partecipazione tra il creditore ed una società semplice, dalla cui risoluzione è derivato il credito restitutorio e risarcitorio, gli opponenti (soci della società), che non hanno fornito alcuna prova della sopravvenienza di eventi estintivi della pretesa, non possono limitarsi a dare conto di alcune esposizioni debitorie della società, rispetto alle quali sono stati ottenuti decreti ingiuntivi e pignoramenti da terzi creditori; elementi che non possono, di certo, essere opposti in compensazione ad estinzione del credito in questione.

La responsabilità per tali debiti, infatti, presupporrebbe l’accertamento della qualità di socio della società semplice, oltre che dell’inadempimento della società nei confronti dei terzi creditori e dell’avvenuto pagamento del dovuto da parte degli altri soci. In mancanza di prova della qualità di socio, e di qualsiasi allegazione degli altri elementi costitutivi della responsabilità invocata, quindi, la pretesa avanzata dagli opponenti in via riconvenzionale è palesemente priva di fondamento.

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