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Domenica, 4 dicembre 2022

LETTERE

Come categoria dobbiamo difendere il perimetro di nostra competenza

Martedì, 31 maggio 2022

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Caro Direttore,
la settimana scorsa abbiamo avuto notizia di una proposta di emendamento che avrebbe consentito anche ai consulenti del lavoro il deposito del bilancio per le società che ne hanno l’obbligo.

Abbiamo preparato un comunicato molto duro col quale andavamo ad affermare come questa prerogativa non possa che essere solo nostra fra tutte le professioni.
È superfluo dire che i fra i CDL la cosa non sia passata inosservata e non sia ovviamente piaciuta, la cosa che più mi ha colpito, però, è come anche all’interno della nostra categoria il nostro comunicato abbia creato nuovamente divisione, nuovamente posizioni polarizzate: su questo vorrei soffermarmi.

Partiamo da una doverosa premessa: è evidente come il deposito del bilancio non faccia la differenza nei nostri fatturati, così come è chiaro che difendendo la capacità di deposito il nostro intento era rimarcare ancora una volta come il Fisco e “la gestione della contabilità” in tutti gli adempimenti siano temi dove dovrebbe essere acclarata una nostra prerogativa assoluta, è chiaro altresì che rimarcare il campo in maniera così dura serve semplicemente a non lasciare dubbi nel legislatore rispetto a quello che a noi non sta bene e non vogliamo accettare, è chiarissimo come dopo la crisi d’impresa non assisteremo passivamente ad altre perdite di posizione.

Fatta questa premessa andrei oltre, a evidenziare il vero problema rispetto a questa ennesima polemica interna.
Siamo ormai assuefatti dalla voglia di litigare e perdiamo di vista molto spesso cosa ci accade intorno: le altre professioni corrono a occupare spazi che noi non riusciamo a dimostrare siano già nostri. Dovremmo smettere di perpetuare questi errori, perché la mancanza di coraggio nel difendere quello che è nostro e l’incapacità assoluta di stare tutti insieme ci ha portato al punto in cui siamo.

La nostra era, semplicemente, una difesa del perimetro di nostra competenza, da parte di chi sa che quel perimetro deve essere allargato, dividersi anche su questo non può più essere capito o giustificato.

Noi giovani abbiamo bisogno di un passo avanti verso il coraggio, verso l’Unione e l’orgoglio di essere commercialisti, affinché esserlo possa di nuovo essere un’occasione per tutti.
Abbiamo il PNRR da sfruttare, la riforma del Fisco da scrivere, il “139” da sistemare, abbiamo nuovi Ordini territoriali e un nuovo CN, proviamo a mettere tutte queste occasioni insieme e insieme scriviamo un nuovo capitolo della nostra professione, usciamo dalle barricate che ci vedono distanti, annulliamo la voglia di rivalsa e iniziamo a lavorare insieme per il bene comune.
Partiamo da noi per arrivare ovunque, solo così potremo tornare protagonisti.
Noi giovani ne abbiamo bisogno e anche stavolta proveremo a dare l’esempio.


Matteo De Lise
Presidente UNGDCEC

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