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LETTERE

L’Agenzia deve dare ancora risposte sul ricalcolo delle rate per la definizione

Sabato, 28 gennaio 2023

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Gentile Redazione,
leggo sul quotidiano di oggi [di ieri, ndr] l’articolo “Le rate scadute il 1° gennaio non entrano nella definizione dei bonari”, nel quale viene riportata e commentata la risposta dell’Agenzia delle Entrate circa il caso di una rata scadente nel 2022 ma pagata nel 2023.

Ci sono però almeno due casi che non sono stati trattati dall’Agenzia delle Entrate.
Il primo caso riguarda l’ipotesi in cui la rateizzazione inziale preveda il pagamento di una rata il 2 gennaio 2023 (scadenza naturale al 31 dicembre 2022 ma prorogata al 2 gennaio 2023 in quanto il 31 dicembre è sabato).

In tal caso il contribuente ha, generalmente, pagato tale rata con il carico di sanzioni previsto dalla rateizzazione iniziale. Dato che per espressa previsione normativa il ricalcolo delle sanzioni parte dal 1° gennaio 2023 quel contribuente ha versato più sanzioni del dovuto. Non è stato chiarito se il contribuente potrà recuperare il maggior versamento, e se sì, con che modalità.

Il secondo caso riguarda un problema del software rilasciato dall’Agenzia delle Entrate per il ricalcolo delle sanzioni.
Esso infatti non tiene conto della sospensione feriale di cui all’art. 7-quater comma 17 del DL 193/2016, per cui il nuovo piano di rateizzazione proposto dal software prevede il pagamento delle rate ricalcolate con date diverse dal piano di rateizzazione iniziale.

Non potendo apportare al foglio di lavoro rilasciato dall’Agenzia delle Entrate alcun dato diverso da quello impostato, il nuovo piano di rateizzazione appare errato. Su tali punti l’Agenzia delle Entrate non ha dato alcun segno di vita.


Adriano Pietrobon
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso

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